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Quando a merenda i bambini andavano pazzi per la “sòma d’aj”…

Qualcuno potrebbe confonderla con la bruschetta, di origine laziale-abruzzese, che ha conosciuto una diffusione panitaliana e che deriva da pane bruscato, ovvero pane abbrustolito su cui viene strofinato a caldo uno spicchio d’aglio e successivamente condito con olio extravergine d’oliva,  sale e pepe. No, cari amici, la sòma d’aj è altra cosa e diverse sono le sue origini. Origini in cui certamente non c’era ancora la Nutella da spalmare sul pane e neppure le merendine confenzionate. A quei tempi nei paesini sparsi nelle campagne dell’ Astigiano e della Langa cuneese i bambini giocavano per strada e,  a merenda, mangiavano la sòma d’aj, che alternavano nelle altre giornate con pane burro e zucchero. Oppure, con l’uovo sbattuto, versione senza alcol del sambajon.

In dialetto piemontese il termine sòma indica un carico, quello trasportato in genere in groppa agli animali nella campagne, aj  è invece l’aglio. Letteralmente sòma d’aj significa quindi “carico di aglio”, per sottolineare l’abbondanza dell’ingrediente più saporito della ricetta. Per prepararla le nonne utilizzavano la parte superiore di una “grisia”, una forma di pane di 200-250 grammi, ovviamente cotta nel forno a legna, della quale veniva utilizzata solo la parte “di sopra” che presentava una crosta molto scabra, rugosa, sulla quale strofinare uno spicchio d’aglio, spargere un filo di olio d’oliva (la tradizione parla di “olio di noci” proprio perché quello extravergine arriva nelle campagne del Piemonte solo nel corso del Novecento) e un pizzico di sale. All’epoca della vendemmia la sòma d’aj era accompagnata da un grappolo di uva barbera, lavato con fresca acqua di pozzo.

Oggi la sòma d’aj non è più una merenda per piccoli, ma piace  soprattutto ai grandi che non se ne privano a meno che non desiderino evitare di avere l’ alito… profumato. E come tutte le ricette semplici e schiette della cucina contadina, ha generato diverse varianti. Una delle più note è quella diffusa nel Monferrato, nel Biellese e nel Canevasano, che aggiunge alla preparazione delle fettine di lardo. In altre zone troviamo invece versioni che prevedono anche l’uso di pomodori maturi. Nutriente e genuina, la sòma d’aj è un’idea di immediata realizzazione per una saporita merenda. Anche quando la dispensa è vuota.

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