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Nati il 20 settembre: il naturalista di ispirazione darwiniana Michele Lessona

Medico, naturalista, divulgatore evoluzionista e diffusore del pensiero darwiniano. Ma non solo, per più mandati consigliere comunale a Torino e negli ultimi anni della sua vita anche senatore del Regno

Michele Lessona è uno di quei personaggi forse finiti nel dimenticatoio del XX secolo, nonostante l’impegno profuso per decenni nel divulgare un’idea di progresso sociale realizzabile attraverso la diffusione del sapere in ogni strato della popolazione, incluse le donne, verso la cui condizione di inferiorità è stato particolarmente sensibile, ritenendola il sintomo di una generalizzata e profonda arretratezza italiana rispetto ad altri Paesi. Il sapere che aveva in mente era certamente in primo luogo scientifico, ma non esclusivamente tale: è presente nelle sue opere l’idea di un programma educativo in cui le dimensioni scientifica, umanistica ed etica s’intrecciano profondamente.

Michele Lessona nasce a Venaria Reale (To) il 20 settembre 1823, da Agnese Maria Cavagnotti e da Carlo, docente di medicina veterinaria alla Scuola di Venaria. La prima formazione avviene in casa, con insegnanti privati. A 11 anni si trasferisce però a Torino per frequentare la scuole superiori e poi iscriversi alla Facoltà di Medicina. Conseguita la laurea nel 1846, lavora all’ospedale torinese di San Giovanni. Nel novembre di quell’anno, per sposare Maria Ghignetti contro il volere della famiglia, lascia precipitosamente Torino per la Francia, recandosi successivament a Malta e in Grecia. Giunto infine in Egitto, dove nel novembre del 1847 nasce la figlia Francesca, diviene assistente del medico del viceré, al seguito del quale viaggia per il Mediterraneo. Ritorna in seguito a Khankah, vicino a Il Cairo, dove è nominato direttore dell’ospedale locale. Perduta nel 1848 la moglie in un’epidemia di colera, nel 1850 torna con la figlia a Torino, dove lascia la pratica medica per la carriera naturalistica che gli darà vasta notorietà quale convinto evoluzionista e divulgatore scientifico.

Grazie a Filippo De Filippi ottiene di insegnare scienze naturali prima presso un liceo astigiano, poi all’Università di Torino e infine, nel 1854, ottiene una cattedra all’Università di Genova. Nella città ligure Lessona resta dieci anni, durante i quali si risposa con Adele Masi (1824-1904), che rivestirà un ruolo importante nelle ricerche di Lessona e nella tradizione di alcune opere di Darwin in italiano.  Nel 1861 fonda l’Archivio per la zoologia, l’anatomia e la fisiologia. Tre anni più tardi ottiene una cattedra a Bologna, ma vi rinuncia in quanto è chiamato a Torino a sostituire a  De Filippi, impegnato in un viaggio di ricerca all’estero. Quando, nel febbraio del 1867, De Filippi muore a Hong Kong, Lessona assume definitivamente la cattedra torinese – cui viene aggiunto l’insegnamento dell’anatomia comparata – nonché la direzione del Museo di zoologia.

Accanto all’intensa attività di ricerca, coltiva la sua opera di divulgatore, sia attraverso i quotidiani sia pubblicando libri. Di particolare successo è Volere è potere, uscito nel 1869 e destinato a diventare uno dei primi best sellers nell’Italia unita. Nel libro Lessona ricorda, andando anche oltre la realtà dei fatti, come l’Unità, unanimemente voluta, fosse stata raggiunta a prezzo di sacrifici e di perseveranza. A quel punto, però,  è necessario portare l’Italia al livello dei Paesi più avanzati. Così egli percorre le principali città, da Palermo a Torino, e le regioni della penisola, rievocando le glorie passate, colpendo impietosamente i presenti limiti e difetti, ma illustrando anche, in ciascuna di esse, vite esemplari di uomini i quali, nonostante l’umiltà delle origini e gli ostacoli e le traversie affrontati, sono riusciti a emergere facendo leva sulla propria volontà, sulla tenacia, sul lavoro, sull’istruzione, virtù riassumibili in un’etica sostanzialmente laica e contrapposte all’ignoranza, all’ozio, alle superstizioni, all’incuria della dignità personale, all’invidia e all’ira, al municipalismo. L’opera, che raggiunse in pochi anni una tiratura di 20 mila copie e 14 edizioni, si rivolge sia ai ceti borghesi sia a quelli popolari; promuove l’attivismo industrialistico degli imprenditori e sostiene l’ascesa sociale dei ceti inferiori, raffigurando, piuttosto ingannevolmente, una società aperta e mobile, che consente mutamenti di status e di ruolo.

In quel periodo Lessona dirige anche una delle prime riviste di divulgazione scientifica italiane, La Scienza, distribuita a dieci centesimi. Come divulgatore del pensiero del naturalista inglese Darwin traduce “L’origine dell’uomo” nel 1871, il “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” nel 1872 e “La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrici” nel 1882. Nel 1883 scrive un libro divulgativo sul naturalista inglese, intitolato “Carlo Darwin”. Intanto, dal 1877 e fino al 1880 diventa rettore dell’Università di Torino. Un’esperienza che narrerà in un nuovo libro, Confessioni di un rettore (1880). L’anno dopo diventa presidente della Reale Accademia di medicina di Torino e poi a seguire, membro del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione e Presidente dell’Accademia delle scienze di Torino. Nel 1892, infine, diventa Senatore del Regno. E nonostante ciò continua ad essere attivo in campo sociale, assicurando le sue prestazioni sia di medico sia di divulgatore alle società operaie torinesi. Dal 1877 fino al 1893 siede sui banchi del Consiglio comunale torinese e l’anno successivo muore per complicazioni di una malattia cardiovascolare che lo affligge da tempo.

A Michele Lessona è stata intitolata una scuola elementare torinese, nonché diverse strade nei comuni italiani, a partire da Torino e Milano.

 

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