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Nati il 28 aprile: il cuneese Marcello Soleri, grande liberale del Novecento

Tra i cuneesi illustri, non si può dimenticare Marcello Soleri, classe 1882, considerato, insieme a Giovanni Giolitti, Benedetto Croce e Luigi Einaudi, il quarto grande liberale italiano del Novecento.

Marcello Soleri nasce a Cuneo il 28 aprile 1882. La famiglia Soleri appartiene all’alta borghesia cittadina ed è imparentata con quella dei Moschetti, grande sostenitrice di Giolitti. A soli 30 anni, Marcello è già sindaco. E’ lui ad approvare il progetto per la costruzione del grandioso viadotto che oggi porta il suo nome e lo spostamento della stazione dal bassopiano all’altipiano, a più stretto contatto con la città. L’anno seguente, nel 1913, Soleri entra deputato in parlamento grazie all’appoggio di Giolitti e battendo la candidatura di un altro cuneese: Tancredi Galimberti senior.

A soli 30 anni Marcello Soleri diviene sindaco di Cuneo

Interventista, durante la Prima guerra mondiale Soleri si arruola volontario nel 1917, combattendo sul fronte dell’Isonzo ove viene gravemente ferito. Rientrato nella vita politica si batte per l’abolizione del prezzo politico del pane che egli ritiene oramai in demagogico orpello, più di danno all’economia del paese che di reale sostegno ai poveri. Nel primo governo Nitti (23 giugno 1919-21 maggio 1920) Soleri è sottosegretario alla Marina e nel brevissimo secondo governo Nitti (21 maggio-15 giugno 1920) ha l’incarico di sottosegretario all’Industria e al Commercio e di alto commissario agli approvvigionamenti e ai consumi alimentari.

Nel 1922, nel secondo governo Facta, è ministro della Guerra, il più giovane tra i ministri. In tale veste scrive, nell’ottobre del 1922, la proclamazione dello stato d’assedio che avrebbe permesso di bloccare i fascisti, ma il re non lo firma, anzi chiama Mussolini a formare il nuovo governo. Nelle elezioni del 1924 viene nuovamente confermato deputato. Non aderisce agli “aventiniani”, ma neppure si fa cooptare dal fascismo. Preferisce dimettersi e vivere in dignitoso isolamento, dedicandosi all’attività forense.

Nel 1943, in un momento cruciale per la storia dell’Italia, il re lo invita al Quirinale per un colloquio e Soleri espone le sue idee antifasciste. Subito dopo la deposizione di Mussolini, il 25 luglio, dal balcone del suo studio di piazza Galimberti 2, Soleri esorta la popolazione a mantenere la calma in un momento tanto difficile per la città e il Paese; poco dopo, nella stessa piazza, tiene il suo celebre discorso Duccio Galimberti. Il momento è estremamente pericoloso. Soleri e Galimberti, con i loro rispettivi inviti alla calma e all’azione, si assumono, pur nella diversità di vedute, la responsabilità di essere una guida per la città allo sbando.

Soleri incontra successivamente Galimberti e altri antifascisti; nell’ottobre 1943, si rifugiò a Roma, dove prende parte all’attività del Comitato di Liberazione Nazionale, che stava organizzando il coordinamento delle azioni di Resistenza. L’8 giugno 1944, Bonomi, capo del governo subentrato a Badoglio, lo nomina ministro del Tesoro, carica che gli viene confermata l’anno seguente da Ferruccio Parri, presidente del Consiglio. Muore per un male incurabile nel 1945 e la città di Cuneo gli tributa solenni funerali. A lui, alla sua opera di politico e pensatore, Cuneo dedicato alcuni tra i suoi edifici più importanti, come il Viadotto Soleri e l’intitolazione del corso sul quale si affaccia l’Istituto Comprensivo di Cuneo.

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