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Pino Maina, il portiere di Borgo San Paolo che restò in granata tutta la vita

L’estremo difensore militò nel Torino dalle giovanili alla prima squadra. Un Club di Borgo San Paolo, poi fusosi con il Pozzo Strada, ha portato per molti anni il suo nome

TORINO. Non sono molti i giocatori che non hanno mai cambiato casacca, iniziando la loro carriera con i colori di un club e terminandola con quegli stessi colori. Uno di questi è stato Giuseppe Maina, detto Pino, che fin da quando entrò nelle giovanili del Torino, e fino all’ultima partita in prima squadra, ha sempre e soltanto vestito i colori granata.

Per la verità, essendo un portiere, erano gli altri dieci giocatori a vestire il granata: lui indossava maglie di color grigio scuro per distinguersi dai suoi compagni di squadra. I guantoni nelle mani, ginocchiere imbottite, e in testa un cappello all’irlandese, ispirandosi al look del suo maestro, che a difendere i pali del Torino lo aveva preceduto, il mitico Vincenzo Bosìa , per tutti Censin.

Giuseppe Maina militò in prima squadra nel Toro dal campionato 1931-1932 al campionato 1939-1940. Ma la sua gavetta fu lunga: dapprima le sue apparizioni furono sporadiche, e subordinate ai forfait di Bosìa. Poi, un po’ alla volta, le parti si ribaltarono, e Maina assunse il ruolo di primo portiere, lasciando la difesa della porta al suo maestro solo di tanto in tanto.

Maina è stato un grande numero uno, uno tra i più grandi dell’ultracentenaria storia del Club granata. Di lui, il giornalista sportivo Luigi Cavallero, morto a Superga nello schianto del 4 Maggio 1949 con la squadra degli Invincibili, così scriveva: “Si tratta di un portiere con i fiocchi. Scatto, presa, coraggio, intuizione sono le doti che Pino Maina ha dimostrato di possedere in pieno. Pur giocando in un’epoca in cui il Torino soffriva della crisi dovuta all’abbandono della presidenza di Marone Cinzano e dei suoi finanziamenti, riuscì a ritagliarsi la grande soddisfazione della conquista della Coppa Italia del 1936”.

Abbandonata l’attività agonistica, Maina – sanpaolino di nascita – venne assunto alla Fiat, come disegnatore tecnico. Ma il destino fu crudele con lui. Nel 1942, a soli 36 anni (era nato nel 1908), sul Corso Francia, Pino venne investito sui binari dal trenino Torino-Rivoli e la sua vita venne stroncata prematuramente.

La notizia dell’incidente a Pino Maina nel 1942 in una rivista sportiva dell’epoca

Nel secondo dopoguerra, alcuni suoi amici sanpaolini decisero di fondare una squadra in suo onore, che da lui prese il nome: il Maina, che successivamente si fuse con il Pozzo Strada, dando vita al Pozzomaina, che milita sul campo di via Monte Ortigara 78, con le casacche grigio-rosso-blu (categoria Promozione).  

Sergio Donna

Le fotografie ci sono state gentilmente fornite dallo scrittore e appassionato di storia granata Giancarlo Morino, e sono tratte dal Calendario 2020 “I portieri nella storia granata”, edito a cura del Toro Club Pianelli

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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