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Petto di pollo al tartufo: una ricetta per sperimentare il sapore del tartufo nero

Spuma di latte di montagna, risotto al tartufo nero, tajarin al tartufo bianco, miele al tartufo: che il tartufo sia uno degli ingredienti più preziosi e tipici del Piemonte, questo è poco ma sicuro. Tuber Magnatum Pico, questo il nome scientifico, il tartufo esiste in diverse qualità, ma principalmente due, nero e bianco. Protagonista di numerose ricette, il tartufo è una cosa “vecchia”, antica, un protagonista di gastronomia che, lui e pochi altri, davvero lo portiamo in ogni ricettario dall’alba dei tempi; e se le prime testimonianze sui tartufi ci giungono lontane nel tempo, lontanissimo, arrivando a toccare tra fonti più o meno attendibili il 1700 a.C., sarà soltanto durante il Rinascimento che vedremo il consacrarsi dell’ingrediente all’interno dei ricettari e delle tavole della più alta società, mentre la sua ricerca diveniva pian piano gioco e spettacolo per gli ospiti che, nelle coorti come Torino, venivano in visita diplomatica. Non è un mistero che gli stessi Carlo Emanuele III e Vittorio Emanuele II organizzavano vere e proprie giornate di “raccolta” all’insegna di questi piccoli frutti della terra, o che importanti scrittori ed intellettuali come Lord Byron tenevano sulla scrivania un piccolo tartufo, così da “aiutare la creatività”. Se volete anche voi provare a cucinare una tale delizia, ve la proponiamo qui sotto in una ricetta un po’ alternativa, ma che saprà sicuramente sorprendervi con il suo gusto e le sue note particolari: il petto di pollo al tartufo.

Ingredienti

  • petto di pollo: 700 g
  • Tartufo nero: 1
  • Tuorli d’uovo: 2
  • Latte: 700 ml
  • Farina 0: 70 g
  • Olio extravergine di oliva: q.b.
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.

Preparazione

Il primo passo nella preparazione del nostro “petto di pollo al tartufo” parte, com’è ovvio, dalla scelta del nostro ingrediente principale, il tartufo: sceglierlo, il tartufo, non è una cosa facile, anche perché stiamo parlando di un ingrediente prezioso, sovente lontano dalle nostre quotidiane tavole di pranzi e cene. Arrivati davanti al bancone, è importante tastare l’ingrediente, che dovrà risultare al tatto turgido e compatto, quasi leggermente “elastico”; fate attenzione: uno troppo morbido nasconderà probabilmente dei marciumi all’interno, mentre uno troppo duro potrebbe altresì essere troppo vecchio! Così il profumo, che dovrà essere intenso e ben bilanciato.

Scelto il tartufo, bisogna pulirlo: priviamolo delle impurità strofinandolo delicatamente con uno spazzolino appositamente dedicato, quindi puliamolo delicatamente con un panno umido per eliminare tutti gli altri eventuali residui di sporco.

In una ciotola, muniti di frusta, sbattiamo i tuorli ed il latte, salando e pepando la salsina a piacere; ci servirà più tardi. Prendiamo il pollo e, dopo averlo infarinato ben bene, trasferiamolo in una padella appositamente oliata, facendolo rosolare su entrambi i lati per non meno di 5 minuti, fino a quando non avrà formato sull’esterno quella tipica e deliziosa crosticina dorata. Versiamo nella padella il latte emulsionato ed il tuorlo, copriamo e lasciamo a cuocere per altri 5 minuti circa, o comunque fino a quando la salsa non si sarà rappresa.

Tagliamo il tartufo in fette sottili – sottilissime! – e uniamole al pollo, spegniamo e lasciamo riposare – sempre col coperchio – per altri 2 minuti, così da far assorbire ben bene i sapori.

Perfetto: il nostro “petto di pollo al tartufo” è pronto! Serviamolo caldo ai nostri ospiti, magari accompagnato da un buon calice di Gavi. Buon appetito!

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Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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