Torino

Palazzo del Lavoro: cantieri aperti dal 2019 e lavoro garantito per due anni a 350 addetti

TORINO. La riconversione del Palazzo del Lavoro in spazio espositivo, turistico e commerciale inizierà nel 2019. Si prevede che l’intervento, reso possibile grazie a Gefim e alla famiglia Ponchia, durerà due anni, durante i quali sarà garantito un posto di lavoro a 350 persone, mentre altre 900 potrebbero trovare una nuova occupazione.

Gli imprenditori, protagonisti di alcuni dei passaggi fondamentali del cambiamento della città negli ultimi decenni, si sono messi a disposizione per rilanciare la struttura, all’interno della quale dovrebbero sorgere gallerie di negozi di grandi e medi marchi, oltre a bar, ristoranti e numerose tipologie di attività commerciali.

La novità si troverà al terzo piano, luogo in cui sarà collocato lo “Space Tech”: si tratta di un’esposizione delle eccellenze tecnologiche di Torino.  I posti lavoro indiretti che invece deriveranno da questo restyling dovrebbero essere circa 150. Alle operazioni interne si aggiungerà la realizzazione di aree adibite ai parcheggi sotterranei, per cui sono in progetto circa 1550 stalli per i veicoli.

Tutto sembra prepararsi, dunque, a portare in città oltre 5 milioni di visitatori ogni anno, idea che prevede grandi investimenti che Gefim e Cdp Immobiliare, società che ha acquisito con Gefim l’immobile dal Demanio anni fa, si preparano ad affrontare per donare a Torino un nuovo riferimento turistico ed economico. Fu Pier Luigi Nervi il progettista che nel 1961 diede vita al palazzo che porta il suo nome, creato per Italia ’61. Si sa che al momento della costruzione, il “Palazzo dell’Esposizione Internazionale del Lavoro” era un’opera di ingegneria e architettura all’avanguardia.

L’utilizzo del palazzo negli anni fu poi vario, in quanto ospitò eventi fieristici, mostre, esposizioni internazionali e, fino alla metà degli Anni Ottanta, alcuni uffici del Centro Internazionale B.I.T. – Agenzia delle Nazioni Unite. In seguito, fino al 2008, fu sede di una sezione distaccata della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, più una parte di sedi didattiche di un consorzio specializzazioni post-diploma. Inoltre, fu occupato da sporadiche attività commerciali, per essere nel tempo abbandonato, e subire alcuni incendi dolosi nel 2015.

Situato in via Ventimiglia 221, nel quartiere Nizza Millefonti, zona Italia ’61, oggi fa parte del circuito delle “Open House”, un evento pubblico totalmente gratuito che permettere a cittadini e turisti di visitare residenze, palazzi, luoghi abitualmente non accessibili, scoprendo in questo modo la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano.

 

 

 

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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