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Ossa da mordere, il biscotto delle vecchie credenze piemontesi

Prodotto Agroalimentare Tradizionale piemontese (PAT) in virtù delle sue «metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura che risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni», le Ossa da mordere, che in dialetto sono dette òss ëd mòrt, letteralmente “ossa di morto”, sono un dolce tipico piemontese, così come il Pan dei Morti lo sono in Lombardia, le Fave dei Morti in Emilia Romagna, il Torrone dei Morti in Campania. L’usanza di destinare dei dolci alla commemorazione dei defunti è tratto culturale proprio della penisola intera. Le Ossa da mordere sono i più tipici “biscotti da credenza”, quei dolci che si possono conservare a lungo negli anfratti della cucina, sempre pronti per un rapido e occasionale consumo, così come per un viaggio nella borsa di scuola; duri, croccanti e tipicamente conditi con mandorle e altre magnificenze simili, si sciolgono in bocca regalando al gustatore il tipico sapore dolce delle mandorle. Biscotti semplici, probabilmente nati dalla saggia tradizione tutta campagnola di utilizzare, in cucina, tutto l’utilizzabile, ma con un nome invero assai strano; difficile stabilirne l’origine o anche solo la provenienza, essendo che, di questo particolare biscotto, come abbiamo detto, ne esistono varianti simili praticamente in tutt’Italia.

Ad ogni modo, qualsiasi sia l’origine o la provenienza, le prime tracce della produzione piemontese di questo dolce risalgono al 1869, in corso Mazzini a Borgomanero, in provincia di Novara, dove si trovava l’offelleria (pasticceria) di mastro Viganotti. Il pasticcere ideò nel suo laboratorio non solo le Ossa da mordere, ma anche i più famosi Brutti ma buoni.

Facili sa fare in casa, possono essere un ottimo biscotto per placare la fame pomeridiana: qui sotto, la ricetta.

Ingredienti

  • farina 00: 100 g
  • mandorle non pelate: 120 g
  • zucchero: 80 g
  • albumi: 3
  • cannella in polvere: 1 cucchiaino
  • ammoniaca per dolci: 1 cucchiaino
  • scorza di un limone grattugiato
  • sale: 1 cucchiaino

Preparazione

Il primo passo nella preparazione dei nostri biscotti parte dalla lavorazione di uno dei suoi ingredienti principali, le mandorle: inseriamole non pelata nel frullatore, assieme allo zucchero, alla cannella e al cucchiaino di sale, frullando il tutto alla massima velocità consentita dalla macchina e fino ad ottenere un composto liscio e, per quanto possibile, omogeneo. Uniamo quindi anche la farina 00, la scorza di limone e l’ammoniaca per dolci, unendo anche i tre albumi e mescolando, a mano e muniti di un cucchiaio, fino a far amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ottenuto il risultato richiesto, ovvero una pasta omogenea e dall’aspetto liscio, prendiamo un cucchiaio e, su una leccarda ricoperta di carta da forno, gettiamo, separate tra loro da almeno due centimetri, le cucchiaiate d’impasto; a queste, schiacciandole con il palmo della mano, daremo la tipica forma piatta e allungata. Fatto ciò, non resta che farle riposare in frigorifero per un’oretta circa.

Passato il tempo previsto, per completare la preparazione dei nostri biscotti non resterà che metterli in forno. Cuociamo in forno preriscaldato e ventilato a 140° per non più di 10 minuti, per poi girarle e cuocerle sull’altro lato alla medesima temperatura e per lo stesso tempo.

Le nostre Ossa da mordere sono pronte: lasciamole raffreddare e serviamole ai nostri ospiti.

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Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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