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Nati il 20 giugno: Carlo Emanuele II duca di Savoia

Figlio di Vittorio Amedeo I Carlo Emanuele nasce a Torino il 20 giugno 1634 e già a quattro anni diventa formalmente duca di Savoia, sotto la tutela della madre Maria Cristina, figlia del re di Francia Enrico IV e di Maria de Medici, che prende il titolo di Madame Royale. Alla morte della madre, avvenuta nel 1663, Carlo Emanuele II prende effettivamente il potere, trovando uno Stato quasi dipendente dalla Francia, economicamente provato e diviso tra le fazioni filo-francesi e filo-spagnole. In politica estera cerca di riprendere le iniziative espansionistiche, ma al tentativo di impadronirsi di Ginevra s’oppone Parigi e nel 1672 fallisce la conquista di Genova.

Maggiori successi eha in politica interna, rafforzando il potere ducale e rilanciando l’economia, i commerci e le manifatture. Riforma l’esercito e nel farlo origine dà vita al corpo dei Granatieri. Inoltre, plasma una nuova classe di funzionari, scegliendoli fra gli imprenditori emergenti cui concede, venalmente, titoli nobiliari, limitando così l’importanza delle antiche famiglie aristocratiche.

La sua volontà di affermare il proprio potere rende talora difficili i rapporti con il Municipio, ma i suoi interventi in città lasceranno tracce profonde, sia in ambito organizzativo/legislativo sia urbanistico, con la decisione d’ampliare Torino verso Po, iniziando a darle la forma di “mandorla” che l’avrebbe contraddistinta sino al XIX secolo, e per l’impulso dato alla realizzazione delle residenze extraurbane della “corona di delizie”. Per lui l’architetto Carlo Castellamonte progetta piazza San Carlo a Torino, poi il Castello di Rivoli e infine la Reggia di Venaria Reale, completata sotto il figlio Vittorio Amedeo II. Collezionista raffinato, favorisce la presenza di prestigiosi artisti nella capitale.

Ma Carlo Emanuele II è ricordato, ahinoi, anche per un’atrocità che macchia tutto ciò che di buono realizzerà come duca. Ci riferiamo alla persecuzione dei Valdesi. Sospinto dalla cattolicissima madre Cristina, nel 1655 invia il marchese di Pianezza con i suoi armigeri a “ristabilire l’ordine”. Il piano è stato approntato dalla Congregazione romana “per propagare la fede ed estirpare gli eretici”. I valdesi, oramai relegati nel ghetto costituito dalle Valli del Pellice, della Germanasca e del Chisone, ospitano senza sospetti gli armigeri nelle loro case ma questi, il sabato Santo, a un segnale danno inizio al massacro passato alla storia con il nome di Pasque piemontesi durante il quale le atrocità perpetrate contro donne e bambini suscitano lo sgomento delle nazioni protestanti.

Dall’Inghilterra, Oliver Cromwell raccoglie il disperato appello dei pastori sfuggiti alla cattura per salvare la comunità valdese: con febbrile lavoro diplomatico interessa Ginevra e i cantoni protestanti e lo stesso ministro di Luigi XIV, cardinale Giulio Mazzarino (1602–1661) perché si ponga fine alla distruzione di un popolo che non è una semplice parte del mondo protestante ma rappresentava l’anello di congiunzione del protestantesimo con l’età apostolica.

In quanto alle nozze, Carlo Emanuele II si sposa una prima volta il 14 gennaio 1664 con Francesca Maddalena d’Orléans, da cui non avrà figli; poi, il 20 maggio 1665 con Giovanna Battista di Savoia Nemours dalla cui unione nasce Vittorio Amedeo (1666–1732), futuro Duca di Savoia dal 1675 con il nome di Vittorio Amedeo II, re di Sicilia, dal 1713 al 1720, re di Sardegna dal 1720. Ha poi cinque altri figli naturali:tre da Maria Giovanna di Trecesson e due da Gabriella di Mesmes de Marolles, contessa delle Lanze.

Muore il 12 giugno 1675 e viene sepolto nella Cappella della Sindone di Torino.

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