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Nati il 17 giugno: l’architetto astigiano Giuseppe Morando

L’astigiano Giuseppe Morando è considerato uno dei maggiori, progettisti di opere di fortificazione, caserme e campi trincerati, costruiti nel periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia. Nasce nel capoluogo astigiano il 17 giugno 1822 e studia prima a Torino e poi a Genova dove si laurea in architettura. Arruolatosi nell’esercito nel Corpo Reale del Genio militare con il grado di sottotenente, partecipa alla Guerra di Crimea. Promosso capitano, nel 1860 svolge la sua opera durante l’assedio di San Leo e nel 1861 in quello di Civitella del Tronto, dando così il suo contributo alle lotte per l’unità italiana.

Quando, in seguito alla battaglia di Castelfidardo è possibile proclamare il Regno d’Italia, si rende necessario fortificare Ancona, che è stata dichiarata piazzaforte di prima classe, in quanto unico porto adriatico allora in grado di ospitare la flotta militare italiana. Giuseppe Morando ottiene l’incarico di rendere imprendibile Ancona e si dedica con tutta la sua costanza e professionalità a svolgere il compito assegnatogli. Progetta così tre linee di difesa terrestri, con numerosi forti da costruire ex novo, come anche una nuova cinta muraria; inoltre progetta una serie di batterie dirette verso il mare per poter contare su una valida difesa anche in quel settore. All’interno del perimetro urbano progetta tre grandi caserme. Segue con scrupolo la realizzazione delle opere, curandone con attenzione l’aspetto estetico anche attraverso una scelta dei materiali molto accurata. Ancor oggi la città di Ancona porta l’impronta dell’opera di Morando nei suoi colli fortificati e nelle sue mura ottocentesche. In particolare, per i buoni esiti formali, si ricordano la grande Polveriera Castelfidardo, la Caserma Villarey e il Forte Altavilla.

A Venezia progetta una nuova darsena dell’Arsenale, opera assai importante per la città in quanto da poco riunita all’Italia sta trasformandosi nella più importante base navale italiana dell’Adriatico e ha bisogno di strutture aggiornate. E’ coraggiosa l’opera di Morando che, scartando il progetto del suo predecessore, si assume tutte le responsabilità di un’opera di difficile realizzazione, riuscendo peraltro benissimo nel suo intento.

In seguito riveste l’incarico di direttore del Genio a Palermo, Bari e Torino, mettendosi definitivamente a riposo nel 1874. Muore a Firenze il 12 gennaio 1883 e le sue spoglie riposano nel cimitero monumentale di Torino, accanto a quelle della moglie Giuseppina Battaglia.

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