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Nati il 13 giugno: Gino Viotti, attore torinese del cinema muto e del sonoro

Gino Viotti, per l’anagrafe Luigi, nasce a Torino il 13 giugno 1874. La sua è la tipica famiglia borghese di stampo sabaudo che guarda con un po’ di sospetto all’arte della recitazione. Nonostante qualche contrasto con il padre, da giovanissimo Gino Viotti decide di intraprendere la carriera dell’attore teatrale.

Dopo la prima guerra mondiale si trasferisce definitivamente a Roma dove inizia a lavorare anche per il cinema. A portarlo nella capitale è Luigi Sapelli, anch’egli piemontese (originario di Pinerolo, classe 1865), considerato come il maggiore costumista teatrale della propria generazione. I due diventano grandi amici, condividendo la comune passione per storia del costume, il quale a sua volta muove in quel momento i primi passi nella nuova forma d’arte. Con Sapelli il costume viene infatti riletto in una chiave moderna e innovativa, che ne cambia per sempre la concezione.

Gino Viotti nel film muto Quo Vadis del 1925

Teatro, ma non solo. Anche il cinema affascina Viotti che sin dal 1920 inizia a lavorare nel periodo del muto, proseguendo in quello sonoro sino al 1943, girando 47 film (18 muti e 29 sonori) rivestendo sempre ruoli di caratterista, lavorando con i maggiori registi dell’epoca quali Gallone, Camerini, Alessandrini e Blasetti, fino al suo ultimo film I bambini ci guardano diretto e interepetato da Vittorio De Sica. Tra le pellicole di maggior successo ricordiamo Vecchia guardia di Alessandro Blasetti (1934), Casta Diva di Carmine Gallone (1935), Una donna tra due mondi di Goffredo Alessandrini (1936).

Nel frattempo Viotti ha anche iniziato ad insegnare trucco e movimenti di scena all’Accademia d’Arte Drammatica, in cui lo chiama Silvio D’Amico, che ha notato la sua particolare capacità nel truccarsi e trasformarsi a seconda del ruolo. In Accademia rimarrà fino alla sua morte, avvenuta all’età di 76 anni, il 22 dicembre 1951.

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