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MASSIMO SCAGLIONE REGISTA DEL FARE

Massimo Scaglione è stato un volto conosciuto a Torino per il suo impegno nel mondo della televisione e del teatro. Un personaggio poliedrico, capace di sapersi dividere tra macchina da presa negli studi televisivi e quella sui set del cinema. La sua attività multiforme lo ha consacrato come il più duttile regista piemontese dal dopoguerra in avanti: ha diretto programmi televisivi e radiofonici, commedie, spettacoli teatrali, opere liriche e film. Uomo instancabile, ha scritto decine di libri sulla cultura locale e sulla storia del teatro della regione. Ed è stato a lungo anche docente al Dams dell’università torinese. Nel 1958 aveva deciso di diversificare la propria attività fondando quel Teatro delle Dieci che per primo porta in Italia Beckett e Ionesco. Qualche anno dopo con Gipo Farassino mette in piedi una compagnia per riproporre i testi piemontesi del passato e valorizzare gli autori contemporanei. Per ricordarne la la poliedricità, Daniela Piazza editore ha date alle stampe “La passione del fare. Massimo Scaglione regista di cultura”  arricchito da un testo inedito scritto dallo stesso regista e scrittore originario di Garessio e scomparso tre anni fa all’età di 84 anni: “La birreria Mazzini, politica e pasta e fagioli”. Il volume è curato da Maurizio Ternavasio e Franco Prono

 La passione del fare. Massimo Scaglione regista di cultura,  a cura di M. Ternavasio – F. Prono, Daniela Piazza Editore 2017, 288 pagine,  15 euro

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