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La Crimea in strade e piazze torinesi: quei toponimi sono tornati di tragica attualità

Una piazza, una via e un corso ricordano una guerra del 1853 in cui venne coinvolto il piccolo Stato Sabaudo. Oggi, a causa di un altro conflitto, si è tornati a parlare di quella terra che si affaccia sul Mar Nero

Piazza Crimea, Corso Sebastopoli, Via Cernaia: una piazza con un obelisco sulle pendici della collina, un’elegante contrada porticata da un solo lato ed un boulevard nel vivace quartiere di Santa Rita. Così la toponomastica torinese ricorda una guerra ormai lontana di cui il piccolo Stato Sabaudo fu uno dei protagonisti, sia pur partecipando con un contingente militare più contenuto rispetto agli Alleati. Al termine del conflitto, il Piemonte poté sedere (e con meritata autorevolezza) al tavolo dei vincitori.
Uno scenario di guerra che in parte è lo stesso che di questi tempi è tornato di tragica attualità: il Mar Nero e la penisola di Crimea.

Vista sulla Via Cernaia. Cartolina d’epoca. Archivio Giorgio Pelassa-Beppe Lachello


La Guerra di Crimea fu combattuta tra il mese di Ottobre 1853 e il mese di Febbraio 1856: da una parte, l’Impero russo, e dall’altra, un’Alleanza composta dall’Impero Ottomano, dalla Francia, dall’Inghilterra e dal Regno di Sardegna. Ad accendere il conflitto fu una disputa fra la Russia e la Francia sul controllo dei Luoghi Santi della cristianità in territorio ottomano.

La Turchia accettò le proposte francesi, e la Russia, nel Luglio del 1853 – di rimando – la attaccò. La Gran Bretagna, che temeva l’espansione dell’Impero russo verso il Mediterraneo, si alleò con la Francia nel comune intento di difendere la Turchia, e dichiarò guerra alla Russia nel Marzo del 1854. Anche l’Austria finì per appoggiare politicamente le potenze occidentali. Il Regno di Sardegna, nel timore che la Francia finisse per diventare un alleato troppo legato all’Austria (che contro il piccolo Stato Sabaudo già si era scontrata nella Prima Guerra d’Indipendenza), nel Gennaio del 1855 decise di inviare un contingente militare al fianco dell’Esercito Anglo-francese, dichiarando a sua volta guerra alla Russia.

Il conflitto si svolse soprattutto nella penisola di Crimea, dove le truppe alleate misero sotto assedio la città di Sebastopoli, all’epoca principale base navale dell’Impero russo sul Mar Nero. Dopo gli strenui ma sterili tentativi dell’Armata Russa di rompere l’assedio (battaglie di Balaklava, di Inkerman, della Cernaia) gli Alleati sferrarono l’attacco finale: il 9 Settembre 1855, i Russi dovettero ritirarsi e abbandonare Sebastopoli e rassegnarsi alla sconfitta.

Piazza Crimea. Una antica immagine con il Monumento-Obelisco eretto in ricordo della spedizione militare piemontese in Crimea.
Archivio Giorgio Pelassa-Beppe Lachello

Il Congresso di Parigi del 1856 stabilì le condizioni di pace, avvicinando politicamente il Regno di Sardegna alla Francia e favorendo quel processo di intese che porterà nel 1859 alla seconda Guerra di indipendenza contro l’Austria.

Corso Sebastopoli in una cartolina d’epoca (Anni Sessanta)

Per altre curiosità sulla Via Cernaia e sulla toponomastica torinese in generale, vedi anche:

https://www.piemontetopnews.it/curiosita-toponomastiche-la-tribolata-nascita-della-cernaia-per-evitare-lilarita-dei-torinesi/

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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