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Il miracolo della Madonna del Pilone e l’omonima chiesa di corso Casale

Un’elegante monografia illustrata per scoprire i segreti di cento chiese di Torino

TORINO. Proviamo a fare un salto indietro nel tempo: immaginiamo di trovarci negli Anni Quaranta del Seicento. I primi decenni del XVII secolo erano stati per i Piemontesi anni davvero molto difficili. Tra il 1600 e il 1630, Torino e il Ducato sabaudo furono teatro di molti episodi bellici, con lunghi e tragici conflitti e complicate guerre civili, generati dai presunti diritti di successione rivendicati da Case Regnanti tra loro rivali. Ma non mancarono pure guerre scatenate da motivi religiosi, come quelle tra cattolici e valdesi.

Per non parlare di una serie di avverse stagioni agrarie, che provocarono quasi ovunque pesanti carestie e una carenza cronica di prodotti alimentari di prima necessità. E poi la peste, che diede il colpo di grazia. Torino, che nel 1630 contava circa 25.000 abitanti, nel giro di un anno, tra sfollati e deceduti per il morbo, perse un terzo dei suoi residenti. Ma con la scomparsa dell’epidemia, già nell’anno seguente, le cose cominciarono a cambiare: la popolazione tornò a crescere, e si registrò subito un’impennata di matrimoni. La città riprese a espandersi. Fu l’inizio di un periodo di speranza e di rinnovamento: l’economia tornò a muoversi, e l’imprenditoria privata riprese a generare nuove opportunità di lavoro e di sviluppo, sull’onda di uno slancio che continuò almeno per tutti gli Anni Quaranta.

La Chiesa della Madonna del Pilone di corso Casale negli Anni Dieci del Novecento


In quell’epoca, a Torino, c’erano numerosi forni per la panificazione. Molto diffusi erano pure i mulini, che per azionare le pale, e mettere in azione le macine, necessitavano dell’energia idraulica: la maggior parte di questi erano dei veri e propri mulini galleggianti sul Po, ancorati alle sponde. Quelli fissi erano invece piuttosto rari, perché in occasione delle piene rischiavano di essere divelti. I mulini fluttuanti erano posizionati soprattutto nel tratto tra l’attuale Ponte della Gran Madre, e il luogo in cui sarebbe sorta la Chiesa della Madonna del Pilone, dove ce n’era uno molto frequentato. Delle macine di questo mulino si servivano anche molti contadini del vicinato, che vi portavano il grano per la panificazione nelle loro stesse cascine, o la meliga per trarne la farina per la polenta. Di fianco a quel mulino, sorgeva un Pilone con l’immagine della Vergine Annunziata. La mattina del 29 Aprile 1644, una donna, tale Margherita Molar, era giunta al mulino accompagnata dalla sua figlioletta, per far macinare il proprio grano. La bimba si allontanò per un attimo dal suo sguardo.

Tanto bastò: la piccola si sporse troppo nel fiume e cadde nell’acqua. La madre accorse subito a soccorrerla, e con lei il mugnaio, come pure alcune altre persone presenti, ma era troppo tardi: il corpo della bambina, dopo essersi incastrato tra le pale del mulino, era già scomparso nelle acque vorticose del fiume. Margherita, allora, disperata, ma con fede fervente, supplicò la Madonna del Pilone chiedendole la grazia di far riemergere la bimba e di salvarla. Improvvisamente, la bambina riapparve in superficie tra i flutti della corrente: raggiunta prontamente da una barcaiolo, la piccola fu riportata a riva sana e salva, sotto lo sguardo incredulo degli astanti, che subito gridarono al miracolo. La notizia del presunto fatto miracoloso non solo si diffuse prontamente tra le misere case di pescatori e lavandai disseminate lungo il fiume, ma la sua eco si estese in tutta la città e penetrò a corte.

Già l’anno successivo, era il 1645, la reggente Madama Reale Cristina di Francia, in segno di devozione e di ringraziamento, fece allora costruire la chiesa barocca di Corso Casale 195, il cui Altare Maggiore racchiude il Pilone della Madonna del miracolo. L’edificio di culto, molto caro ai Torinesi, fu chiamato Chiesa della Madonna del Pilone. L’elegante campanile è invece più recente: venne aggiunto nel 1787.

La facciata della Chiesa e del Campanile della Chiesa della Madonna del Pilone,
illuminati al tramonto

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“Chiese, Campanili & Campane di Torino”

alla cui stesura hanno collaborato Sergio Donna, Piero Abrate, Francesco Albano, Luigia Casati, Raffaello Emaldi, Achille Maria Giachino, Milo Julini, Anna Perrini, Carla Colombo, Vittorio Greco, Beppe Lachello e Beppe Novajra.
Il libro lo potete trovare alla Libreria Donostia, di Via Monginevro 85, Torino (Borgo San Paolo).

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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