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Il Cuneese al rhum, una leccornia che non può mancare a Natale

CUNEO. Esiste un periodo più magico di quello del Natale? Addobbi, luci, panettoni, dolciumi, affetti cari e mercatini di Natale. E tra i dolciumi, quale modo migliore per ricordare uno di questi che, sicuramente, non mancherà nel periodo natalizio: il Cuneese al rhum. Uno dei fiori all’occhiello della pasticceria italiana, con la sua tradizionale carta rossa o verde, che ricorda molto il Natale.

La leggenda narra che la loro creazione risale agli inizi del Novecento da Pietro Galletti, proprietario di una pasticceria a Dronero. Il quale, in un giorno come tanti, realizzò un dolce al cioccolato a cui aggiunse una nota alcolica di rhum, l’intenzione iniziale era quella di preparare un solo dolce farcito con crema pasticcera e ricoperto con cioccolato aromatizzato al rhum. Si dice però, che avendo esagerato con le dosi della crema e non volendo sprecarla, sfornò delle piccole meringhe al cioccolato e le farcì con la crema in avanzo. Le lasciò riposare ed il giorno seguente, giunto in pasticceria, Galletti notò che le meringhe avevano assorbito il rhum presente nella crema pasticcera ed erano diventate altamente alcoliche. Il pasticciere decise così di salvarli donando loro una forma più fine e ricoprendo i dolci con del cioccolato fondente, dopodiché li fece assaggiare agli amici e ai clienti, i quali rimasero estasiati del risultato. Il cuneese divenne così uno dei cioccolatini più noti nella città di Cuneo, il quale finì per essere esposto (con molte varianti) nelle vetrine e negli scaffali delle pasticcerie più note della città.

Andando oltre a questa leggenda, è risaputo che fu Andrea Arione – proprietario dell’omonimo bar-pasticceria affacciato su piazza Galimberti, a Cuneo – a brevettare nel 1923 il Cuneese al rhum. Si narra, inoltre, che l’8 maggio del 1954 lo scrittore e giornalista statunitense Ernest Hemingway sostò a Cuneo per circa un’ora per recarsi appositamente nel negozio-bar di Arione per acquistare i Cuneesi al rhum da portare in regalo alla moglie. Seppur questo cioccolatino sia stato nel tempo imitato – è infatti possibile trovarlo in diverse versioni: con e senza liquore, alla nocciola, al cremino di nocciole, al caffè, ecc – il solo ed unico è quello del marchio Arione: formato da due cialde di meringa che racchiudono una crema pasticcera al cioccolato fondente e rhum, il tutto rivestito da un ulteriore strato di cioccolato fondente, che viene prodotto a Cuneo. Ed è avvolto in carte rosse e verdi, con scritte dorate. Impossibile scoprire la vera ricetta, in quanto quella originale è gelosamente custodita dai proprietari del negozio, ossia la discendenza parentale (nipoti e pronipoti) di Andrea Arione.

Negli anni Novanta la famiglia Arione ha depositato il brevetto del Cuneese al rhum, ma ad oggi questo cioccolatino non ha guadagnato né il marchio De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine) né quello Igp (Indicazione Geografica Protetta). A tal proposito, attualmente è in corso una diatriba tra la pasticceria Arione di Cuneo e l’amministrazione comunale riguardo la denominazione De.Co. per i cuneesi al Rhum, che molto probabilmente proseguirà per vie legali.

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Valeria Glaray

Laureata in Servizio Sociale ed iscritta alla sezione B dell’Albo degli Assistenti Sociali della Regione Piemonte. Ha un particolare interesse per gli argomenti relativi alla psicologia motivazionale e per le pratiche terapeutiche di medicina complementare ed alternativa. Amante degli animali e della natura.

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