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Il Bosco del Vaj, un gioiello della collina torinese

Nascosto tra le “pieghe” della Collina Torinese, non troppo distante dalla città, rappresenta un prezioso scrigno di biodiversità e un rifugio naturale di straordinaria importanza

di Denise Giusto
tratto
da Piemonte Parchi (30 maggio 2024)

Situato nel settore nord-orientale, tra i comuni di Castagneto Po, Casalborgone e Rivalba, questo affascinante ambiente collinare si estende dal Bric del Vaj fino ai rilievi del Bric Turniola e Bric del Cerro, offrendo una varietà di paesaggi e microclimi che ne fanno un luogo unico nel suo genere. Sopravvissuto all’intenso sfruttamento boschivo del passato, detiene alcuni notevoli esemplari di faggio, che ombreggiano il fresco versante all’envers del Bric. Ma anche querce, castagni, ciliegi, frassini e aceri. Oltre alle specie arbustive tipiche della collina torinese la riserva offre rarità floreali quali il giglio martagone, il fior di stecco nonché diverse specie di orchidee.

Il territorio, caratterizzato da rocce sedimentarie di origine marina, è modellato dall’erosione continua operata da alcuni rii, creando una morfologia complessa e articolata. Ne risultano forti differenze microclimatiche e vegetazionali, che permettono di riconoscere, all’interno di un paesaggio collinare ampiamente boscato, tre tipologie principali di copertura forestale. Le pendici superiori e medie dei versanti settentrionali sono occupate, invece, da una vegetazione di tipo essenzialmente mesofilo con boschi di rovere (Quercus petraea), acero campestre (Acer campestre) e castagno, talora ospitanti il faggio (Fagus sylvatica). Infine, le pendici inferiori e le vallette più fresche dei versanti esposti a nord sono contraddistinte dalle specie vegetali caratteristiche del querco-carpineto misto mesofilo degli impluvi collinari.

Sui versanti esposti a mezzogiorno, pendii dolci più caldi e aridi, si trovano querceti di roverella (Quercus pubescens), associati a pino silvestre (Pinus sylvestris), cerro (Quercus cerris) e castagno (Castanea sativa) e da estese formazioni erbose, mentre i versanti settentrionali e medi ospitano da una vegetazione di tipo essenzialmente mesofilo con boschi di rovere (Quercus petraea), acero campestre (Acer campestre) e castagno, talora ospitanti il faggio (Fagus sylvatica). Le pendici inferiori e le vallette più fresche dei versanti esposti a nord sono caratterizzate dal querco-carpineto misto mesofilo. Ai margini delle aree boscate si estendono ampie superfici a prato-pascolo, mentre il resto del territorio è frammentato in aree di limitata estensione occupate da seminativi residui, coltivi abbandonati, frutteti, vigne e pioppeti.

Un mosaico di biodiversità

Il Bosco del Vaj non è solo una riserva forestale, ma un mosaico di ambienti che favoriscono una ricca biodiversità. Tra le sette tipologie di ambienti di importanza comunitaria presenti, due sono prioritari secondo la Direttiva Habitat: i boschi alluvionali di ontano nero (Alnus glutinosa) e frassino (Fraxinus excelsior), e le praterie secche seminaturali che ospitano diverse specie di orchidacee. Lungo i versanti soleggiati, su substrati arenacei, sono localizzati prati stabili da sfalcio, mentre i margini umidi di strade e boschi ospitano formazioni prative umide ad alte erbe. Negli impluvi, in stazioni fresche, il querco-carpineto ed i querceti misti con frassino ed altre latifoglie sono riconducibili all’ambiente dei “querco-carpineti di pianura e degli impluvi collinari”. Infine, non certo per estensione, si ricordano i boschi di castagno.

Particolarmente degno di nota è l’habitat relitto di faggio con ontano bianco (Alnus incana), un residuo delle ultime glaciazioni che oggi sopravvive a quote insolitamente basse. Oggi il Bosco del Vaj è uno dei pochi siti della Collina torinese in cui si trovano ancora esemplari di faggio ad alto fusto, alcuni dei quali raggiungono una ventina di metri d’altezza e superano i 50 centimetri di diametro. Anche il pino silvestre, specie pioniera, relitto di fasi climatiche e gestione forestale diverse dalle attuali, è presente con singoli esemplari o gruppi disgiunti dall’areale montano. Molto interessante è anche la presenza al Bric Tourniol di un monumentale esemplare ultracentenario di Quercus crenata, una rara quercia dalle foglie sempreverdi.

La flora e la fauna

Si segnala il fior di stecco (Daphne mezereum), il sorbo montano (Sorbus aria), il giglio martagone (Lilium martagon), il giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum) ed elementi termofili come l’orniello (Fraxinus ornus) e Orchis purpurea. Nel sito è segnalata ancora la presenza di Gladiolus imbricatus, specie rara inserita nella lista rossa regionale, e di Gladiolus palustris, specie inserita nell’All. II della D.H., e probabilmente confusa con la precedente.

Questo sito è anche rifugio per numerose specie animali, molte delle quali in declino a livello regionale. Tra i mammiferi, si trovano il moscardino (Muscardinus avellanarius) e il mustiolo etrusco (Suncus etruscus). Si segnalano poi 4 specie di anfibi e 7 di rettili tra cui il saettone (Zamenis longissimus), che predilige habitat aperti con ricca vegetazione arborea o arbustiva, ma anche orti e coltivi in abbandono. L’avifauna è rappresentata da circa 25 specie nidificanti, inclusi il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il nibbio bruno (Milvus migrans) e il picchio nero (Dryocopus martius), recentemente insediatosi fuori dal suo habitat alpino tradizionale.

Conservazione e minacce

La gestione del Bosco del Vaj è fondamentale per la sua conservazione. Un Piano di Assestamento Forestale prevede la conversione di parte dei cedui coetanei in fustaie, cercando di ripristinare il più possibile l’ecosistema originario. Tuttavia, la gestione scorretta delle superfici boscate rappresenta una minaccia significativa. I tagli indiscriminati favoriscono l’invasione di specie esotiche, come la robinia, alterando la composizione e la struttura del bosco. Inoltre, la scomparsa progressiva dei prato-pascoli arborati e l’abbandono delle colture tradizionali minacciano la biodiversità degli ambienti aperti. Un’altra criticità è rappresentata dal percorso di moto trial, che causa erosione del suolo e disturba la fauna locale.

Fruizione e accessibilità

L’accesso alla riserva naturale del Bosco del Vaj è libero ma limitato alle strade e ai sentieri segnalati. È l’ideale per una passeggiata nel verde non impegnativa o per chi volesse fare un giro in bici. Lungo i sentieri ci sono anche alcune aree picnic. Il Bosch Grand, adiacente al Bosco del Vaj, è attraversato da una pista forestale di cresta che collega il Bric Cerro al Bric Turniola, offrendo agli escursionisti la possibilità di esplorare questo affascinante ambiente naturale.

In conclusione, il Bosco del Vaj rappresenta un ecosistema di inestimabile valore per la Collina Torinese, un luogo dove la natura si manifesta in tutta la sua ricchezza e complessità. La sua tutela è essenziale per preservare questo patrimonio naturale per le future generazioni.

Denise Giusto

Piemonte Parchi

Piemonte Parchi è una rivista di informazione e divulgazione naturalistica pubblicata dalla Regione Piemonte. Nel 2023 festeggia quarant'anni di attività, unendo al taglio naturalistico degli articoli, l'interesse per l'attualità. "Unica" nel suo genere, nel corso degli anni è passata da rivista cartacea bimestrale a mensile, mentre nel 2006 ha registrato un proprio dominio, diventando anche una testata giornalistica online. Oggi, la versione telematica ha sostituito parzialmente quella cartacea. Quest'ultima continua a uscire come supplemento al web con uno o due numeri speciali all'anno. Le edizioni monografiche sono a tiratura limitata e vengono distribuite nei parchi piemontesi, ma sono anche scaricabili online gratuitamente.

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