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I “Ramassin”, le tradizionali susine della Collina Torinese

TORINO. Dalla polpa morbida e succosa ed il profumo dolce, ma non invadente, le Susine di Damasco sono un prodotto tipico delle colline torinesi, presenti ed apprezzate nel territorio del Piemonte Sud-occidentale in oltre 30 varietà locali. Chiamate Ramassin, Dalmasin o Darmasin le “susine della Collina Torinese” sono entrate di diritto all’interno della lista dei Prodotti Agroalimentari tradizionali piemontesi (PAT), in virtù delle loro “metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura che risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni”.

Il Ramassin è oggi presente sia nella provincia di Torino, sia in quella di Cuneo, con maggior concentrazione nella fascia pedemontana. Tra le aree tipiche spiccano il Saluzzese (colline saluzzesi e valle Bronda), le colline del Monregalese, le colline del Torinese e quelle del Canavese. Il ramassin del Monviso è diventato Presidio Slow Food.

Andiamo ad osservare assieme la storia di questo peculiare frutto, tanto apprezzato fresco, quanto nella lavorazione artigianale: la storia delle Susine Torinesi arriva molto lontano nel tempo, arrivando a toccare nelle sue prime documentazioni l’inizio del XII secolo. Originarie della Siria, come si può facilmente evincere dai termini (Ramassin, Dalmasin o Darmasin), etimologicamente derivanti dal nome della capitale siriana Damasco, questi peculiari frutti torinesi sono stati probabilmente portati in Italia al termine della prima crociata in Terra Santa, quando, intorno al 1100 d.C., iniziarono a diffondersi per merito dei Frati Benedettini del torinese e del chierese. La produzione locale si affermò poi nella seconda metà dell’Ottocento, quando alcuni produttori locali specializzarono i propri filari nella coltivazione di queste varietà di susine.

Diamo ora un’occhiata ad una semplice ricetta tradizionale delle nostre zone, quella dei Ramassin sciroppati, un ottimo metodo per gustare questi frutti in ogni momento dell’anno.

Ingredienti

  • 2 Kg di Ramassin
  • 450g di Zucchero
  • Il succo di 1 limone

Preparazione

Il primo passo nella preparazione dei Ramassin Sciroppati parte dalla pulizia delle susine: muniti di un canovaccio, puliamo le susine, facendo attenzione a togliere terra o pesticidi utilizzati durante la coltivazione. Dopo averle punzecchiate per una decina di volte ognuna, adagiamole in un recipiente e copriamole completamente con acqua bollente. Lasciamole ammollo per un’oretta circa, dopodiché sgoccioliamole e lasciamole asciugare al sole per 2-3 ore. Importante: conservare l’acqua di “cottura”! Ci servirà per la preparazione dello sciroppo, di cui ci occuperemo mentre le susine “riposano” al sole.

Bene, riprendiamo l’acqua delle susine, uniamoci lo zucchero e mettiamo il tutto sul fuoco fino a portare ad ebollizione. A questo punto, lo sciroppo è pronto: versiamolo ancora caldo nei vasi precedentemente riempiti con le susine, colmando le giare per i 3/4. Prima di chiudere ermeticamente il tutto, versiamoci anche qualche goccia di succo limone. Sterilizziamo il tutto in acqua bollente per 15-20 minuti.

Perfetto: i nostri Ramassin sciroppati sono pronti! Conserviamo i vasi in un luogo fresco ed apriamoli quando desideriamo offrirli ai nostri ospiti.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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