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“Brut e bon”, sicuramente più prelibati che deformi

La tradizione vuole che siano nati a Borgomanero (No), anche se sono diverse le località piemontesi che ne rivendicano la paternità. E tra queste vi è anche l’antico comune di Chieri, così come alcune località del Cuneese. Fuori regione, addirittura, c’è una pasticceria a Varese che ha registrato la ricetta, garantendo alla clientela di esserne l’unica depositaria. Ma a dire il vero di ricette ce ne sono a decine e le varianti si sprecano in un po’ tutto il nord Italia.  I Brut e Bon chiamati anche “Brut ma Bon” (in italiano, brutti ma buoni) sono pasticcini secchi, di forma irregolare.  Gli ingredienti per dei “Brut e Bon” tipici del Piemonte sono pochi e genuini: albume, zucchero semolato, vaniglia ed ovviamente le nocciole tonde e gentili delle Langhe. Volendo si possono anche aggiungere delle mandorle, mentre in molti amano anche aromatizzarli alla cannella o ricoprirli di cioccolato.

Che siate amanti dei “Brut e Bon” o non li abbiate ancora mai provati, oggi è il giorno giusto per cominciare a farli in casa. Perfetto l’abbinamento di questi buonissimi dolcetti con un aromatico Moscato d’Asti, oppure Zabaione al Moscato, o ancora Barolo chinato.

Ingredienti (per 20 biscotti)

Albumi a temperatura ambiente 150 grammi
Zucchero 200 grammi
Granella di nocciole 300 grammi
Un baccello di vaniglia

Preparazione

Occorre montare albume e zucchero, aggiungere le nocciole e/o le mandorle tostate in granella (o spezzettate con il matterello) e vaniglia. Il miscuglio ottenuto si passa in tegame a fuoco lento rimescolando fino ad ebollizione. Quindi, con un cucchiaio di legno si preparano dei mucchietti di impasto di forma irregolare su una carta oleata e si cuociono in forno lento a 160°C per circa venti minuti. I biscotti ottenuti possono essere conservati per alcuni mesi, se mantenuti ad una temperatura inferiore a 20°C.

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