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Amilcare Solferini: una delle voci più nobili della poesia e del teatro in Lingua piemontese

Gli abitanti di Rodallo (Caluso) gli hanno dedicato un Concorso Letterario con una sezione in Lingua piemontese

Rodallo dista  pochi chilometri da Caluso, e amministrativamente ne è una frazione. Ma non azzardatevi a confondere un rodallese con un calusiese. L’orgoglio dell’appartenenza a questo tranquillo borgo farebbe scaturire una reazione di pacata indignazione. Rodallo e i rodallesi ci tengono a mantenere la propria identità, e fanno bene, perché ogni angolo di Rodallo è una cartolina, e offre spunti poetici di cui sono fieri. Forse proprio per questo Rodallo è anche chiamato il “Paese della Poesia”, e la poesia qui è coltivata come una risorsa non solo culturale, ma anche di aggregazione e di socialità e di sviluppo turistico.

Le targhe in terracotta dedicate agli ospiti illustri di Rodallo (Caluso, To), Ambasciatori di Cultura. Piazza Santa Croce.

Di origini rodallesi è stato un grande poeta, Vittorio Actis Dato (il cognome Actis è forse il più diffuso nel paese: e per distinguere una famiglia dall’altra è necessario sempre indicare il secondo cognome: Actis Dato, Actis Grosso, Actis Caporale, Actis Oreglia e così via), che ha assunto il nom de plume di Aristide Solferini, con il quale è diventato famoso in Piemonte, in Italia e in Argentina (tra la comunità piemontese della Pampa Gringa).

Un ritratto del poeta Amilcare Solferini, al secolo Vittorio Actis Dato (27-03-1870 | 20-04-1929)

Nato a Torino, Solferini visse cinquantanove anni (dal 27 Marzo 1870 al 20 Aprile 1929). Morì purtroppo suicida. Trascorreva lunghi soggiorni a Rodallo: nel paese, una lapide è stata murata sulla facciata della sua casa di famiglia e ne ricorda le sue assidue frequentazioni.  Fu poeta, commediografo e giornalista (ricoprì anche il ruolo di direttore della rivista letteraria L Birichin). Scriveva soprattutto in Lingua piemontese. Le sue liriche, rispettose della metrica e della rima, in gran parte con la struttura del sonetto classico, erano (e sono tuttora) di fluida lettura, con un lessico facile da comprendere, e quindi fruibile da ogni lettore, colto o meno colto che fosse. Pinin Pacòt lo definì il “poeta maledetto” del Piemonte, identificando nella poetica del Solferini alcuni tratti, spunti e temi comuni alla tipica produzione letteraria contemporanea degli autori d’oltralpe. Ma a mio modesto avviso, Solferini è maggiormente vicino ai poeti e agli scrittori veristi: le sue poesie sono degli spaccati di vita quotidiana, siparietti ironici, pungenti, ma mai caustici o volgari. Il giornalista e critico letterario Gigi Michelotti identificò proprio nella capacità del poeta di cogliere la “verità umile e quotidiana con commossa e fresca ispirazione” uno dei punti di forza della sua poetica e della sua scrittura in generale.

Alessandro Actis Grosso, animatore dell’attività culturale di Rodallo e rifondatore del Premio Letterario Nazionale “Amilcare Solferini”

Ma Amilcare Solferini, poeta “facile e garbato”, si rivelò anche un grande commediografo: le sue commedie dialettali spopolavano nei teatri regionali, e – alla bisogna – fu anche un abile mattatore, un artista a tutto tondo, a suo agio in regia come sul palcoscenico.

Tra le sue raccolte, ricordiamo “Mentre la tèra a gira” (1923), volume recentemente riedito da Atene del Canavese e riproposto in copia anastatica: un compendio di sonetti uno più spassoso dell’altro: la grafia è quella tipica dell’epoca, pre-brandéiana: la stessa usata, per intenderci, da un altro grande poeta contemporaneo: Alberto Viriglio (1851 | 1913). E ancora: Soris e smòrfie (1894) e Sonèt e rime (1903).

Tra le opere teatrali più note, ricordiamo le commedie Fòra dle rotaie (1894), La pel ëd l’ors (1903), Feu e fiame (1908) e la rivista Turinèide (1908), scritta a quattro mani con Giovanni Gastaldi.

Una serata culturale presso il Mulino Storico Actis Caporale di Rodallo, condotta da Davide Motto

La città di Torino gli ha dedicato una via, nel quartiere Parella.

Per iniziativa del CARC, Centro Assistenziale Ricreativo Culturale di Rodallo, presieduto da Alessandro Actis Grosso, da alcuni anni è stato ripristinato il Concorso Letterario Nazionale Amilcare Solferini, a suo tempo istituito dopo la morte del poeta e poi sospeso. Il prestigioso Premio Letterario ha l’intento di ricordare il poeta torinese nonché di dare voce alle composizioni letterarie di autori del territorio piemontese e di ogni regione italiana. Il Concorso è duplice e prevede Sezioni in Lingua piemontese  e in Lingua italiana, di prosa e poesia, con possibilità di partecipazione anche alle scolaresche.  La sezione in Lingua Piemontese, da quest’anno, è stata istituita in un Premio Letterario parallelo e autonomo, denominato “Concorso Letterario Gipo Farassino”.

Chi volesse partecipare alle edizioni 2022 di questo duplice Concorso, può collegarsi qui: https://www.amilcaresolferini.com/it/bandi

Sergio Donna | 11 Giugno 2022

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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