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Alla scoperta di Vogogna, perla della Val d’Ossola e uno dei “Borghi più belli d’Italia”

VOGOGNA. Nel Verbano-Cusio-Ossola, in un’area della Val d’Ossola che ospita il Parco Nazionale della Val Grande troviamo il piccolo borgo di Vogogna (conta meno di 1700 abitanti) il cui centro storico racconta una lunga storia  che lo ha portato a entrare a far parte del circuito dei “Borghi più Belli d’Italia” e a essere insignito dal 2011 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Il toponimo potrebbe trarre origine dal nome dall’antico popolo che abitava queste terre prima dei Romani, i Galli Agoni: Vallis Agonum, valle degli Agoni. Una lapide risalente al 196 d.C. testimonia la presenza romana a Vogogna e l’esistenza di una strada romana, di cui ignora il nome ma che viene convenzionalmente detta via Settimia che collegava l’Ossola e il passo del Sempione con Novaria e Mediolanum

Il paese, citato per la prima volta in un documento notarile del 970 d.C., rimane un villaggio di contadini fino al XIII secolo, quando Vogogna, per la sua collocazione geografica, viene scelto come capoluogo dell’Ossola Inferiore, in seguito ad un’alluvione che distrugge Pietrasanta”[9].

Nel 1014 l’imperatore Arrigo II dona il contado dell’Ossola al vescovo di Novara. Vogogna diventa vassalla di Vergonte, poi Pietrasanta. A seguito della distruzione di quest’ultima (1328) a causa di una disastrosa alluvione, diviene il centro della vita politico-amministrativa della Bassa Ossola e quindi sede della Giurisdizione dell’Ossola Inferiore che comprendeva le Quattro Terre: Masera, Trontano, Beura e Cardezza, conservandola fino al 1818 quando il mandamento passerà a Ornavasso

In epoca medievale il borgo aveva la funzione di centro fortificato, controllando l’ingresso nella Valle Ossola e tutte le principali vie di comunicazione con la Svizzera. Questo ruolo gli valse il titolo di capitale dell’Ossola Inferiore, titolo in epoca medievale molto importante.

Il castello di Vogogna sorge a nord del nucleo storico dell’abitato

Tra il 1450-1535, durante la signoria degli Sforza e sotto il governo dei Borromeo (1416-1600) Vogogna diventa un fiorente borgo, centro di traffici e commerci lungo l’antica strada del Sempione che lo attraversa. Il periodo di relativa floridezza economica e rilevanza militare, durerà fino all’inizio della dominazione spagnola (1535-1706). La decadenza del paese si aggrava durante il governo austriaco (1706-1743), e quello dei Savoia (1743-1789). Nel 1819, Vogogna perde la giurisdizione sull’Ossola Inferiore e diventa semplice comune.

Oggi ciò che più affascina del piccolo borgo piemontese sono proprio i resti della civiltà Medievale. Purtroppo la cinta muraria che si ergeva intorno alla città è andata distrutta, ma resta ancora il castello Visconteo, edificato nel 1348 su commissione del vescovo di Novara Giovanni Visconti. Nel 1798 il castello diventò proprietà del comune e venne utilizzato come prigione per detenuti comuni e politici. Venne chiuso al pubblico nel 1970, fino ai restauri iniziati nel 1990. E’ stato riaperto nel 1998 divenendo sede di molteplici eventi e manifestazioni. Successivamente sono continuati i lavori di sistemazione terminati nel 2004. Le nuove infrastrutture sono state inaugurate il 4 giugno 2005.

L’esterno del Palazzo pretorio

Da visitare è anche il Palazzo pretorio costruito nel 1348, per volontà di Giovanni Visconti, vescovo di Novara, come sede del Vicario. Si trova ai piedi della scalinata che conduce al castello. Fu sede fino al 1819 del governo dell’Ossola Inferiore. Il Palazzo venne chiuso nel 1979, per un programma di restauri, ed è stato riaperto al pubblico il 27 febbraio 1998: attualmente è uno spazio polifunzionale, utilizzato anche come sede di convegni .L’edificio riprende il modello architettonico del broletto lombardo ed è sostenuto da archi a sesto acuto che poggiano su colonne. Lo spazio coperto sotto al porticato era utilizzato per le assemblee pubbliche e come mercato mentre la parte superiore ospitava l’amministrazione civile e giudiziaria. All’interno e all’esterno sono ancora in parte visibili frammenti dell’antica decorazione pittorica tra cui lo stemma visconteo in alto sulla facciata. All’interno del Palazzo pretorio si può ammirare il mascherone celtico, in pietra ollare, originariamente posto nel cortile della Chiesa di San Pietro, dove, almeno dal 1753, era inglobato in una fontana, decorata superiormente con un affresco (“Battesimo di Gesù ad opera di S.Giovanni Battista”). La maschera è una figura maschile che potrebbe rappresentare un dio silvestre o un eroe celtico. 

Intorno al Pretorio si trovano le dimore più signorili, come Villa Biraghi Lossetti (1650), mentre in frazione Dresio, di antica origine, si trova la Chiesa di San Pietro, la prima parrocchiale, di probabile origine longobarda. Al suo interno si trovano due pregevoli affreschi del XV secolo. Per l’interessante figura di santo dell’Ordine dei Servi di Maria è stata recentemente proposta l’identificazione in Pellegrino Laziosi, il più importante tra i santi di tale ordine. Nel cortile, il mascherone celtico è copia dell’originale custodito nel Palazzo Pretorio.

Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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