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A vent’anni esatti dalla morte di Edoardo, un libro sui misteri della dinastia Agnelli

Quando il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, insieme con altri eminenti piemontesi, tra cui Giovanni Agnelli da Villar Perosa, decise di far nascere la Fiat, mai avrebbe immaginato che avrebbe dato il “la” alla nascita di una dinastia che per oltre 100 anni avrebbe regnato sui destini industriali dell’Italia. In un secolo di storia industriale la famiglia è diventata la numero uno del capitalismo italiano. Senza guardare in faccia nessuno e mettendosi al centro di intrighi, misteri e morti sospette: da quella di Edoardo Agnelli, padre dell’Avvocato, decapitato dall’elica di un aereo a quella di Giorgio Agnelli, fratello dell’Avvocato, caduto dalla tromba delle scale di una clinica svizzera, una morte che ricorda quella del nipote Edoardo, precipitato da un viadotto. Per non parlare dei dubbi sulla morte di Edoardo, la vita sopra le righe di Lapo, la controversa eredità dell’Avvocato e ora della moglie Marella. E che dire della vita sopra le righe di Lapo Elkann? Quale è oggi il futuro della azienda e, soprattutto, chi sono i veri proprietari della Fiat?”

A questi ed altri segreti, misteri e retroscena della dinastia che ha dominato la storia del Novecento italiano, cerca di fare chiarezza Antonio Parisi nel suo libro “Gli Agnelli”. Giornalista, grande esperto della storia delle grandi dinastie che hanno regnato e tuttora regnano in Europa e nel mondo, Parisi è originario di Ginosa (Ta) e vive a Roma., Da anni segue il caso della morte di Edoardo Agnelli, raccogliendo documenti e testimonianze e scrivendo
articoli. Sulla vicenda di Edoardo è stato al centro di una clamorosa puntata de La Storia siamo noi.

Antonio Parisi, Gli Agnelli. Segreti, misteri e retroscena della dinastia che ha dominato la storia del Novecento italiano, Diarkos Editore, pagine 208, euro 17.

Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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