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A spasso nella storia: il castello reale di Govone, oggi Patrimonio dell’umanità UNESCO

GOVONE. Tra i castelli più belli del Piemonte vi è quello di Govone, nel Roero (CN). Il maniero, che fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, oggi è adibito a palazzo comunale. Fa parte del circuito delle Residenze Sabaude piemontesi ed è inserita nella lista del Patrimonio dell’umanità (World Heritage) UNESCO. 

La storia e l’evoluzione sociale del paese roerino è da sempre legata a questa struttura, delimitata a nord e ad ovest da un vasto parco all’inglese e ad est da un giardino pensile, ricco di aiuole, fontane ed alberi. Essa è citata in un atto di vendita del 989, ma la costruzione attuale è opera dei conti Solaro, signori di Govone fin dal XIII secolo. Fu ricostruito per interessamento del conte Roberto Solaro e del nipote Ottavio Francesco Solaro, al quale l’Architetto Guarino Guarini (1624-1683) dedicò il progetto di ricostruzione del castello stesso. L’esecuzione dell’opera fu proseguita dagli eredi, fra i quali il conte Giuseppe Roberto Solaro e Luigi Giuseppe Ottavio Solaro che commissionò il monumentale scalone di ingresso, realizzato con le sculture provenienti dalla Fontana d’Ercole della Reggia di Venaria Reale. Nel 1730 vi soggiornò Jean-Jacques Rousseau, al tempo entrato al servizio del conte Ottavio, mentre nel 1792, con la morte del Conte Amedeo Lodovico Solaro, che non contava diretti discendenti, il Castello e i beni passarono allo Stato sabaudo.

Sul finire del XVIII secolo, dopo la sconfitta dei piemontesi da parte delle truppe transalpine guidate da Napoleone, il castello venne incamerato dai francesi e nel 1810 fu messo all’asta: ad acquistarlo fu il conte Teobaldo Alfieri di Sostegno, che lo cedette nel 1816 al principe Carlo Felice, che riprese, in tal modo, il suo possesso. Nel 1819 Carlo Felice si occupò del rimodernamento del castello per farne la sua residenza estiva le opere furono progettate dagli architetti Giuseppe Cardone e Michele Borda. Alla sua morte, avvenuta nel 1831, passò alla vedova Maria Cristina, che, a sua volta, lo lasciò in eredità al nipote Ferdinando di Savoia Duca di Genova. Nel 1870 fu venduto alla casa bancaria Tedeschi di Torino. Fu poi acquistato dai signori Ovazza Segre che lo cedettero nel 1897 all’Amministrazione Comunale.

All’interno il salone centrale colpisce per gli affreschi in chiaroscuro del pittore Luigi Vacca, che ripropongono il mito di Niobe. Le decorazioni pittoriche degli appartamenti reali a soggetto mitologico sono opera di Carlo Pagani e Andrea Piazza. Si possono ammirare le raffinate decorazioni in legno di alcuni soffitti e i pregiati lavori di ebanisteria che arricchiscono i pavimenti e le porte, opera dello scultore Bonzanigo. Quattro sale custodiscono preziose tappezzerie cinesi, espressione della moda del tempo.
Il visitatore, a fine percorso, può scoprire in autonomia il fascino dei giardini all’italiana e dei viali del parco settecentesco, opera dell’architetto paesaggista Xavier Kurten. Si segnala inoltre il roseto, ricostruito sul catalogo del giardiniere Delorenzi del 1850 dove si citava una collezione di rose antiche nel giardino dei Savoia.

Per le visite il maniero è aperto da marzo a dicembre ogni venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 18. Castello e giardino possono essere affittati per eventi privati e congressi. All’interno sono disponibili spazi espositivi per mostre d’arte e possibilità di matrimoni civili. Dal 19 novembre al 18 dicembre, nell’ambito dell’iniziativa “Il magico paese del Natale”,  per le visite è necessaria la prenotazione sul sito www.magicopaesedinatale.com. Nelle scuderie è stato ricavato il ristorante “Le Scuderie” (www.castellodigovone.it)

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