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Storia di chiese e campanili: se n’è parlato all’Archivio storico di Torino

TORINO. Si è tenuta ieri (martedì 10) negli aulici locali dell’Archivio storico di Torino di via Barbaroux 32, uno dei più antichi d’Italia con i suoi 9 secoli di vita, la conferenza sul tema Chiese, Campanili e Campane di Torino, che ha preso spunto dall’omonimo libro autopubblicato da un gruppo di autori del territorio (ricercatori storici, scrittori, giornalisti) con il contributo fotografico di tre reporter torinesi.

L’opera, composta da quasi trecento pagine, è un compendio di storia dell’arte sacra torinese, nonché di storia della chiesa metropolitana, con un eccellente supporto fotografico e documentale. Una guida pratica per molti torinesi e turisti che possono trarre dal libro spunti preziosi per un insolito ma sorprendente itinerario urbano attraverso le chiese torinesi del centro storico e dei quartieri periferici.

La monografia, autofinanziata dagli autori, è stata promossa dall’Associazione Monginevro Cultura, in collaborazione con l’Associazione Sanità Militare Italiana. Tra i relatori e autori dell’opera, sono intervenuti: Sergio Donna (scrittore coordinatore del progetto della pubblicazione), Piero Abrate (giornalista), Luigia Casati (docente), Milo Julini (scrittore) e il docente universitario Massimo Centini (che ha firmato la presentazione del volume). Tra i fotografi, Vittorio Greco e Beppe Lachello, autore – quest’ultimo – di un filmato fotografico introduttivo, con la voce di Sergio Donna (foto in basso).

Parallelamente alla monografia, è stata presentato l’elegante Armanach Piemontèis 2020 (Cioché ‘d Cese Turinèise), in tiratura parimenti limitata, illustrato e patinato: una vera chicca per gli amanti del Piemonte, della sua storia, della sua lingua e delle sue bellezze artistiche.

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