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L’odio è uno dei mali più attuali della nostra società: un seminario ad Alessandria

ALESSANDRIA. L’ordine degli psicologi del Piemonte ha organizzato un seminario su uno dei mali più attuali di questa società: l’odio, con diversi esperti del settore per discutere del perché questo sentimento si sia diffuso con sempre più forza negli ultimi anni. L’evento ad ingresso libero, si terrà sabato 19 maggio dalle ore 10 alle 13, a Palazzo Monferrato, ad Alessandria. Il confronto cercherà di capire le dinamiche psicologiche alla base di questo comportamento psicologico e proverà anche a definire un piano contro la violenza del fenomeno. Tra i relatori il professor Luciano Peirone, psicologo e psicoterapeuta oltre che ordinario dell’Università di Chieti-Pescara e Brescia, che ha illustrato così l’esplosione di questo sentimento negli ultimi anni: “Purtroppo l’umanità sta conoscendo un peggioramento della propria condizione di salute esistenziale. Ci sono un sacco di problemi, dal cyberbnullismo al terrorismo, fino agli scontri politici, il tutto condito dalla crisi per uno scenario che contribuisce all’esasperazione umana. Ma questi sono fattori esterni che vanno a riattivare delle cose che già stanno dentro tutti noi”.

Un sentimento però che si riattiva in maniera maggiore anche forse per colpa delle nuove tecnologie che, usate male, sono capaci di accentuare l’ego: “Probabilmente questa considerazione è vera perché in effetti in una società tecnologicamente più povera o primitiva l’odio ci mette un po’ più di tempo nel manifestarsi. Disponendo di strumenti molto potenti dal punto di vista delle armi ma anche sul fronte comunicativo il male prende questi canali con grande facilità, soprattutto quello della comunicazione di massa. Oggi, molto più facilmente rispetto a un tempo le cattiverie possono essere veicolate rapidamente. Una situazione che adesso vediamo anche nei ragazzi o addirittura nei bambini. Dobbiamo stare molto attenti perché sono bastati pochi anni di sviluppo di certe tecnologie per far rinascere dei fenomeni in passato assai limitati. La cosa importante è che abbiamo tutti gli strumenti per intervenire e la prevenzione è la parola d’ordine. La costruzione dei buoni sentimenti degli esseri umani deve essere costruita durante l’età evolutiva quindi a scuola ma ancora prima, molto più importante, è la fase intrafamiliare. Il carattere infatti si decide nei primi 5 anni di vita. Fondamentale perciò il ruolo della famiglia, quale essa sia”.

La scuola perciò è centrale ma prima ancora lo sono i genitori: “Purtroppo negli ultimi decenni c’è stato un tirarsi indietro da parte dei genitori, che hanno delegato ad altri la funzione educativa. La scuola in realtà viene dopo. Spesso i genitori ci sono fisicamente e sono operativi anche per garantire il benessere, soprattutto materiale, dei figli ma poi non sono all’altezza dal punto di vista strettamente affettivo. Invece l’odio, la violenza, l’aggressività sono dei disturbi della vita affettiva e sentimentale di base, quella che si costruisce con i genitori. È qui che si gioca la partita perché quando parliamo di prevenzione intendiamo una azione che parta fin dall’inizio per creare una donna o un uomo buono“.

Tutto questo è centrale anche per vivere meglio visto che odiare “fa vivere male. Psicologicamente parlando la persona che odia ha dentro di sé una cattiveria che in qualche modo deve riversare all’esterno. Rimugina all’interno emozioni negative e le fa crescere. L’odio è un’emozione abbastanza fredda e calcolata, coltivata, che quando esplode lo fa in modo quasi incontrollabile. Quindi la cosa importante è riuscire a controllare per tempo queste situazioni. Spesso per esempio i ragazzi fanno cose terribili senza quasi rendersene conto. Dobbiamo farci carico di queste situazioni”.

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Simona Azzinnari

Laureata in Scienze del Turismo, ha collaborato con la redazione web di TorinoGiovani, occupandosi di organizzazione e implementazione di nuovi contenuti e gestione di pagine social. E' appassionata di viaggi, turismo e gastronomia.

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