Curiosità

Quell’aria di mistero che aleggia attorno al “Monumento al Frejus” in piazza Statuto…

Gli artisti torinesi Richi Ferrero e Carmelo Giammello, in attesa del restauro integrale della “piramide”, costituita da grandi pietre che provengono appunto dal Traforo piemontese e posta nella più esoterica tra le piazze torinesi, lo hanno rivestito di margherite colorate

TORINO. Anche i torinesi più distratti, in transito sotto i portici di piazza Statuto o che ne attraversano i giardini, avranno notato che il Monumento al Frejus (posizionato sul lato più a ponente della piazza) così come la vasca sottostante,  da qualche tempo si presentano con un insolito e sorprendente new look floreale. L’inedito rivestimento, in effetti, non può passare inosservato, essendo costituito da un “abito” di ben 15.000 margherite artificiali colorate (bianche, gialle e arancio), che ora ammantano le scure rocce dell’opera, dilavate dall’annoso fluire dell’acqua di cascata, e che paiono offrire un giaciglio più morbido ai bianchi corpi inanimati dei Titani su di esse abbarbicati.

Gli autori di questo scenografico allestimento sono gli artisti Richi Ferrero (torinese di nascita) e Carmelo Giammello (torinese di adozione) ed è stato realizzato per ricordare i primi 150 anni dall’inaugurazione del Traforo ferroviario del Frejus, avvenuta il 17 Settembre 1871. L’iniziativa è stata inserita nell’ambito delle celebrazioni dell’ ”Anno delle Ferrovie”.

Nella vasca sottostante al monumento infiorato, sono stati posizionati dei riflettori, puntati sui fiori, i cui fasci luminosi nelle ore notturne creano curiosi giochi di luce. Inoltre, suggestivi effetti sonori riproducenti lo sferragliamento dei treni e i rumori delle locomotive in manovra, creano un’atmosfera acustica rievocante le stazioni ferroviarie dell’Ottocento.

Il roccioso Monumento-Fontana del Frejus, che svetta come una guglia alpina tra i giardini di Piazza Statuto, venne realizzato otto anni dopo l’inaugurazione del Traforo: fu voluto da Marcello Panissera di Veglio (già Presidente dell’Accademia Albertina); il bozzetto venne realizzato da Luigi Belli, in collaborazione con alcuni studenti dell’Accademia e con la supervisione di Odoardo Tabacchi.

Uno scorcio di Piazza Statuto con il Monumento al Frejus in una cartolina postale d’epoca

Parlando di Piazza Statuto, non possiamo fare a meno di ricordare che c’è chi sostiene che essa accoglierebbe nel sottosuolo uno degli accessi segreti alle presunte Grotte Alchemiche della Torino sotterranea. In realtà, presso la Fontana del Fréjus, esiste sì un accesso, ma esso conduce al sistema fognario della città: proprio lì sotto, si diparte uno degli snodi principali della rete degli scarichi urbani ipogei.

Sul tema di Piazza Statuto e dei quartieri ad essa limitrofi, esiste una serie di tradizioni e dicerie, una mistura di superstizioni e fatti storici, legati a questa zona della città, da cui sono nate e si sono diffuse molte leggende, intrise di mistero e di magia.

Nell’ambito delle leggende esoteriche sulla “Torino magica”, c’è anche chi afferma che Piazza Statuto coinciderebbe con uno dei vertici del cosiddetto “triangolo della magia nera” (che unirebbe idealmente Torino con Londra e San Francisco).

Particolare del Genio alato (raffigurante la Scienza vincitrice sulla Natura) posizionato in cima al Monumento al Frejus di Piazza Statuto, a Torino

Qualcuno si spinge addirittura più in là nei dettagli, affermando che il vertice di tale triangolo coinciderebbe esattamente con il luogo (a poche decine di metri dal ‘nostro’ monumento) dove, fin dal 1808, è stato eretto un piccolo obelisco, con un astrolabio sulla sommità, detto anche la guglia di G.B. Beccaria. L’obelisco geodetico presente nella piazza venne in realtà eretto in ricordo dei calcoli trigonometrici effettuati nel 1760 da un grande scienziato piemontese (il Beccaria, appunto), per misurare una porzione di meridiano terrestre (il Gradus Taurinensis).

Altri sostengono che il punto magico topico coinciderebbe con il basamento del Monumento del Fréjus. Quest’opera, in realtà, non fu eretta per rimarcare un punto di particolare interesse per gli appassionati d’esoterismo, ma piuttosto per ricordare la costruzione del Tunnel ferroviario del Fréjus, completata – come già ricordato – nel 1871. Il monumento è da considerarsi come un omaggio alla Scienza e alla Tecnologia, i cui sviluppi nella seconda metà del XIX secolo avevano consentito l’attuazione di un’opera, per quei tempi titanica, che ancor oggi ci meraviglia. Come già è stato ricordato, il Monumento del Fréjus è opera di Luigi Belli (1844 | 1919) e venne inaugurato il 26 Ottobre del 1879: ha la forma di una piramide di massi su cui svetta un Genio alato (che raffigura, appunto, la Scienza).

Tra i massi, giacciono i corpi di alcuni Titani, realizzati in marmo bianco, che rappresentano non tanto le decine di minatori caduti nella realizzazione del tunnel, come molti pensano, ma i duri ostacoli della Natura che la Scienza umana seppe comunque superare per realizzare quell’opera colossale.

Il rivestimento floreale con 15.000 margherite colorate del Monumento di Piazza Statuto, ad opera degli artisti torinesi Richi Ferrero e Carmelo Giammello, realizzato in occasione del 150° anniversario dell’inaugurazione del Tunnel del Frejus

Il tunnel, fortemente voluto da Cavour, fu iniziato nel 1857, con un finanziamento iniziale di 42 milioni di lire. Dopo la cessione alla Francia della Savoia, i lavori di attuazione rischiarono di essere interrotti per sempre, ma furono comunque portati a termine nel 1871, con un costo complessivo di 70 milioni di lire dell’epoca.

Misura 13,647 chilometri di lunghezza: davvero un’opera titanica, realizzata in ventiquattro anni: poco tempo davvero, considerando i mezzi tecnici allora disponibili. Forse la vera magia nascosta in Piazza Statuto è da cercarsi proprio in questa poderosa impresa, che i nostri progenitori seppero portare a termine a tempo di record, con fatica, determinazione e sacrificio.

Chiudiamo questo articolo tornando ai nostri giorni. Nel mese di Settembre del 2020, la Commissione Toponomastica della Città di Torino ha deciso di dedicare l’area verde antistante i portici di Palazzo Paravia, nella parte più occidentale della piazza, al musicista torinese Ezio Bosso (Torino, 13 Settembre 1971 | Bologna, 15 Maggio 2020), recentemente e prematuramente scomparso.

Si tratta di un’eccezione alla prassi che vuole che siano trascorsi almeno dieci anni dalla morte di una persona prima di intitolargli una via, una piazza o un giardino. Bosso, grande direttore d’orchestra e compositore, è stato un uomo di somma cultura, grande umanità, ed eccezionale forza d’animo. È stato legatissimo a Torino, a Piazza Statuto e ai suoi giardini, dove durante la sua adolescenza aveva trascorso molte ore e che ha continuato a frequentare finché la malattia glielo ha consentito. Un dovuto gesto di riconoscimento per un torinese di eccezionale calibro, che ha lasciato un grande vuoto attorno a sé.

Sergio Donna

BIbliografia: AA.VV., Piazza Statuto e i suoi giardini, in Giardini di Torino | Storia, Incontri & Leggende nei parchi della città, Ël Torèt-Monginevro Cultura 2021

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino", "Giardini di Torino", "Fontane di Torino" e "Statue di Torino". Come giornalista, collabora da alcuni anni con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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