Personaggi

Nati il 5 dicembre: l’economista torinese Giovanni Demaria

Giovanni Demaria nasce a Torino il 5 dicembre 1899. Allievo dell’Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino, è uno dei “ragazzi del ’99” chiamati a difendere la linea del Piave dopo la disfatta di Caporetto. Tenente di artiglieria, combatte tra il Monte Asolone e il Col Moschin, guadagnandosi due croci di guerra. Alla fine del conflitto riprende gli studi interrotti, laureandosi nel luglio 1920 all’Università degli Studi di Torino. Successivamente si impiega in banca per un breve periodo e insegna per qualche tempo in una scuola a Biella.

Per approfondire i suoi studi, decide di iscriversi all’Università Ca’ Foscari a Venezia per conseguire una seconda laurea. Nella città lagunare avviene l’incontro decisivo per la sua formazione scientifica e per la sua carriera accademica: quello con Gustavo Del Vecchio, al quale rimarrà sempre legato da gratitudine e da amicizia. La tesi di laurea, discussa nel luglio 1921, diventa l’anno dopo il primo libro pubblicato da Demaria: Le teorie monetarie e il ritorno all’oro. Questo, assieme ad un articolo sulla fluttuazione del saggio di scambio della lira alla Borsa di Londra, gli apre le porte di una carriera rapidissima. Nel 1928 ottiene la libera docenza nell’Università degli Studi di Torino. Nel febbraio del 1929, non ancora trentenne, vince il concorso per la cattedra di Economia politica nell’Università degli Studi di Bari. Tra il 1929 e il 1934 trascorre anche due anni all’estero, a New York, Londra e Berlino, con una borsa della Fondazione Rockefeller.

De Maria con il pilota automobilistico Luigi Musso

A New York Demaria conosce quella che sarebbe diventata sua moglie, Gisella Figuerola, che lì studia pittura. Nel 1934 diviene professore ordinario e venne chiamato per trasferimento dalla Bocconi quale professore ordinario di statistica demografica ed economia. Alla Bocconi rimase fino al termine della sua carriera, ricoprendo, quale titolare, le cattedre di politica economica e finanziaria e poi di economia politica. Rifiutò varie proposte di trasferimento alla Statale di Milano, a Roma e anche a Torino.

Alla Bocconi, a fianco di Gustavo Del Vecchio rettore e di Giorgio Mortara, Demaria trova un ambiente più libero e meno inquinato dalle teorie corporative care al regime. Quando nel 1938, per effetto delle leggi razziali, i professori ebrei vengono privati della cattedra, assume la direzione del Giornale degli Economisti impedendo che cada in mano fascista. Anche Demaria si sottrae a stento, e soltanto per l’intervento di Giovanni Gentile (che è anche vicepresidente della Bocconi), al pericolo incombente di essere destituito a causa dell’orientamento eterodosso che ha manifestato nella relazione generale, tenuta nel 1942 al convegno pisano, sui “Problemi economici dell’ordine nuovo”.

Dal 1945 è pro-rettore della Bocconi e per sette anni, nei quali la potenziò con un nuovo corso di laurea in lingue, per il quale chiamò a insegnare studiosi prestigiosi come Mario Fubini e Francesco Flora. Nel 1947 la Fondazione Rockefeller lo invita a tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti (a New York, a Washington, a Stanford). E’ l’occasione che aspetta da tempo per tentare di realizzare il suo sogno americano: creare a New York un dipartimento dell’Università Bocconi. Cerca di coinvolgere il Ministero degli Esteri, sentito anche il parere di Luigi Einaudi, ma l’ambasciata italiana in America non collaborò allo scopo. Nel 1949 fa un secondo viaggio negli Stati Uniti, per conto della Banca d’Italia; incontra più di settanta personaggi della cultura e dell’economia americana, ma non riesce a realizzare il suo sogno.

All’impegno accademico egli accompagna in quegli anni l’impegno politico, presiedendo, su proposta di Pietro Nenni, la commissione economica istituita dal Ministero per la Costituente, in vista della carta costituzionale nei suoi aspetti economici. Nello stesso periodo Demaria svolge pure un’intensa attività di editorialista economico, sulle colonne de “La Stampa” e poi su quelle de “Il Giorno”.

Sarà anche preside della Scuola Idrocarburi dell’Eni, mentre nel novembre del 1964 riceve la laurea honoris causa conferitagli dalla Sorbona di Parigi. Nel 1975 si ritira dall’insegnamento, ma continua la sua operosa carriera di studioso pubblicando ancora numerosi scritti e discorsi. Demaria morì a Milano il 12 aprile del 1998. È sepolto nella tomba di famiglia a Cintano (To).

(Testo elaborato con il contributo di Wikipedia)

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