Personaggi

Nati il 29 ottobre: l’illustratore e caricaturista Eugenio Colmo, conosciuto come “Golia”

Eugenio Colmo è tra i pi popolari illustratori grafici, disegnatori di moda e caricaturisti torinesi del XX secolo, Nato a Torino il 29 ottobre 1885 segue gli studi classici al liceo Cavour, dove ha come compagno Guido Gozzano, che gli conia addosso il soprannome “Golia”, a causa della sua notevole statura. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza a Torino, mentre inizia a collaborare come illustratore con giornali umoristici cittadini, il Due di Coppe e Il Pasquino, di cui sarà direttore dal 1904 al 1906. In occasione della Esposizione Internazionale di Torino del 1911 organizza al Castello di Rivoli la prima mostra internazionale di umorismo (Frigidarium) e collabora, tra il 1912 e il 1914, con testate diverse: AdolescenzaLa donnaPrismaGuerin sportivo e molte altre. Nel 1913 fonda la rivista Numero insieme a Bravetta, Pitigrilli e N. Caimi, Carol Morganti. Nello stesso anno organizza la Mostra Internazionale di Caricatura itinerante fra Torino, Milano e Genova.

Nel 1915 sposa Lia Tregnaghi, mentre qualche anno dopo comincia la sua collaborazione con La Giberna, mentre nel 1922 avvia l’attività di ceramista: in sei anni produce circa duemila pezzi decorati a soprasmalto. A Parigi nel 1925 marito e moglie partecipano alla Esposizione internazionale di arti decorative, lei con la produzione del Laboratorio di ricamo da lei fondato, lui con una serie di ceramiche decorate soprasmalto per le quali viene premiato con una medaglia d’oro.

Colmo si interessa di moda e partecipa alla mostra per il X anniversario della Vittoria, per la quale crea lo stand con La giornata della signora, nel 1928. Dalla fine degli Anni Venti al 1940 lavora nel campo della grafica, delle affiche, collaborando alla Gazzetta del Popolo, a La Stampa, a L’Illustrazione Italiana e lavorando per Paravia, Treves, Lattes, Mondadori e UTET, per cui illustra la serie 4 della celeberrima collana per ragazzi La Scala d’oro. Come illustratore il suo stile, pur ben determinato e riconoscibile, denota notevole attenzione all’arte europea, mitteleuropea e francese in particolare.

Nel 1941, la moglie si toglie la vita e il caso diventa di pubblico dominio, gettando qualche ombra sull’artista. L’anno successivo un bombardamento gli distrugge casa e studio: gran parte delle opere vanno perse. Sfolla ad Alba, riducendo la sua attività, rientrando a Torino nel 1944: alla Gazzetta del Popolo viene assunto come direttore dell’Ufficio Vetrine: qui conosce Alda Besso, che diventa la sua seconda moglie. Nel dopoguerra avvia nuovamente l’attività professionale di pittore, grafico e illustratore. Dal 1948 al 1965 organizza e tiene corsi professionali di figurino e costume teatrale. Dal 1950 avvia la produzione di bambole caricaturali, che dura fino al 1961. Alla fine dell’esistenza viene colpito da una progressiva cecità. Il 15 settembre 1967 si spegne nell’appartamento di corso Regina 101 a Torino. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

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