BiellaStorie piemontesi

Nati il 28 agosto: il fotografo e alpinista biellese Vittorio Sella

Vittorio Sella stato uno dei grandi fotografi di montagna vissuti a cavalli tra XIX e XX secolo. Ancora oggi le sue immagini scattate in altura sono ancora considerate tra le più belle mai fatte, come ci ricorda Jim Curran nel suo volume sul K2: «Il suo nome è sinonimo di perfezione tecnica e raffinatezza estetica».

Vittorio Sella nasce a Biella il 28 agosto 1859 da Giuseppe Venanzio e da Clementina Mosca Riatel.
 Apprende i rudimenti fotografici dal padre, imprenditore tessile, studioso di fotografia e autore de Il plico del fotografo, primo trattato teorico pratico di fotografia. Alla morte di quest’ultimo nel 1876, si lega al fotografo Vittorio Besso dal quale riceve la macchina fotografica formato 30×36 cm, usata per il suo primo panorama circolare delle Alpi dalla vetta del Monte Mars nel 1879. Da questo momento  Sella coniuga la fotografia alla sua passione per la montagna ereditata dallo zio Quintino il quale, oltre che scienziato e statista, è alpinista e fondatore nel 1863 del Club Alpino Italiano. Oltre alla sua attività fotografica, Sella dirige per un breve periodo la tintoria del Lanificio Maurizio Sella e nel 1902 fonda in Sardegna con il fratello Erminio e il cugino Edgardo Mosca l’azienda vinicola “Sella & Mosca”. Viene nominato presidente del Consiglio di Sorveglianza della Banca “Gaudenzio Sella & C.” della quale è cofondatore nel 1886.

Nella sua lunga esperienza in montagna, Sella porta a termine numerose ascensioni notevoli nelle Alpi, tra cui le prime invernali del Cervino e del Monte Rosa, e la prima traversata invernale del Monte Bianco. Partecipa a diverse spedizioni all’estero e prosegue l’attività alpinistica fino in tarda età. Addirittura compie il suo ultimo tentativo al Cervino all’età di 76 anni: in quest’occasione deve ritirarsi in seguito ad un incidente occorso a una delle sue guide.

Tutte le sue esperienze le documenta con immagini, così come decine di altri viaggi compiuti in Italia e all’estero. 
Nel 1888 compie una perlustrazione delle pendici e della cima dell’Etna: si tratta del primo approccio a nuovi paesaggi, una sorta di preparazione a quello che sarà, l’anno successivo, il suo primo viaggio extraeuropeo in Caucaso. A partire dal 1889 fino al 1909, Vittorio Sella perlustra le regioni montuose dei quattro continenti.
 Alla prima spedizione in Caucaso Centrale del 1889, ne seguono altre due nel 1890 e nel 1896. La documentazione riportata e i risultati scientifici ottenuti in questi ultimi viaggi, gli valgono la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna – conferitagli dallo zar Nicola II – e il premio Murchison dalla Royal Geographical Society di Londra. Al ritorno dal suo ultimo viaggio in Caucaso riceve l’invito di S.A.R. Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, a partecipare – in qualità di fotografo ufficiale – alla spedizione in Alaska nel 1897, culminata con la prima ascensione del Monte Sant’Elia.
 Nel 1899 documenta il viaggio d’esplorazione in Sikkim e realizza, al seguito dell’alpinista inglese Douglas W. Freshfield, il periplo del massiccio del Kangchenjunga.
Vittorio Sella compie ancora due viaggi al seguito del Duca degli Abruzzi, il primo in Ruwenzori nel 1906, con la conquista della vetta del monte omonimo, il secondo in Karakorum, dove si sale per la prima volta il Chogolisa fino a 7.498 m.

Nel corso della sua attività fotografica utilizza numerose tecniche fotografiche, dal collodio umido a quello secco e, già nel 1881, le lastre alla gelatina bromuro, formato 24×30 cm, con cui esegue, nel 1882, il panorama circolare in undici lastre dalla vetta del Cervino. Dal 1882 al 1893 utilizza sempre le stesse lastre ma di formato 30×40 cm e documenta entrambi i versanti delle Alpi.
 Negli anni Trenta si dedica alla ristampa e alla reinterpretazione dei suoi negativi per ottenere effetti di maggior impatto estetico, avvalendosi di un procedimento denominato “viraggio a doppio tono”, da lui stesso messo a punto.

Nel corso degli anni le sue fotografie vengono presentate in esposizioni nazionali ed internazionali: alla produzione fotografica realizzata in montagna e nelle diverse spedizioni, si aggiungono immagini di vario genere – tra le quali molte di vita familiare – un ampio reportage effettuato in Sardegna e un altro di un viaggio in Marocco. All’interno di quella che oggi è la sede del Museo Vittorio Sella, sito di fianco al monastero di San Gerolamo, è ancora visibile il suo laboratorio fotografico con ingranditore solare da lui utilizzato fino alla morte, avvenuta a Biella il 12 agosto 1943.

 

 

 

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