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Nati il 13 maggio: il pittore torinese Giovanni Colmo

TORINO. Fratello maggiore di Eugenio, caricaturista noto con lo pseudonimo di Golia, Giovanni Colmo è uno dei più noti pittori paesaggisti piemontesi vissuti a cavallo tra ‘800 e ‘900. Nato a Torino il 13 maggio 1867, il giovane Colmo frequenta il liceo classico, prima d’iscriversi alla “Scuola di applicazione per Iingegneri”, laureandosi in ingegneria civile nel 1891. Ciò gli consenteì di essere assunto dal comune di Torino e di entrare a far parte degli uffici tecnici, dove svolge il suo lavoro per trentadue anni, congedandosi nel 1923 con il grado di capo divisione.

Giovanni Colmo, dotato di talento artistico, sviluppa sin da quegli anni le sue amicizie nell’ambiente omonimo e nel tempo libero, si aggrega dapprima timidamente e poi sempre più affrancato a gruppi che fanno capo a Delleani, Tavernier, Follini, Avondo, Cavalleri e Giani, scrutandone e assimilandone i segreti e riuscendo negli anni successivi a fonderne gli stili e gli ideali. L’inizio della sua attività pittorica avviene intorno al 1890, ma è nel 1896 che espone al pubblico la sua prima opera alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino dove si è iscritto proprio quell’anno in contemporanea con il Circolo degli Artisti e dove è assiduo espositore per trentacinque anni. Nel 1902 partecipa alla Quadriennale di Torino.

Dal 1923, cessato il rapporto di lavoro con il Comune di Torino, si dedica totalmente alla pittura. Apre uno studio a Torino in via Nizza 43, frequentato da allievi, allieve e da clienti illustri tra i quali c’è anche la Regina Elena. Oltre che nel suo amato Piemonte Colmo, dipinge a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria. Si sofferma sui laghi lombardi, indugia sovente sulla riviera ligure.

Allo scoppio della II Guerra Mondiale si rifugia temporaneamente a Garessio (Cn) nella casa dei nonni e successivamente anche in Liguria. Muore a Torino il 24 aprile1947, pochi giorni prima di compiere il suo ottantesimo compleanno. Nel 1970, la Pinacoteca Civica di Garessio, ha dedicato a Giovanni Colmo e al fratello Eugenio due sale permanenti.

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