Personaggi

Lele Danesin: una voce limpida e talentuosa del cantautorato torinese

Come solista, oppure come leader del Gruppo “Ij Taròch” o di altre formazioni musicali, propone brani di propria composizione e del repertorio classico della canzone popolare piemontese

Con un passato da bancario, ma da sempre con la passione della musica, in particolare quella cantautorale e popolare, e con una simpatia innata per il repertorio della “Scuola piemontese” (da Gipo Farassino a Paulin, da I tre Lilu a Roberto Balocco, ecc.) Lele (Gabriele) Danesin è un cantautore di grande talento. Simpatico, creativo, poetico e goliardico (non ha caso, in gioventù, è stato un esponente storico della Goliardia dell’Università di Torino), i suoi strumenti preferiti sono la chitarra e il pianoforte. Si esibisce come solista, ma anche in coppia, con l’amico Ferdinando Rosso, virtuoso della fisarmonica: il duo, chiamato Ij Taròch, può tuttavia allargarsi (proprio come si estende la magica fisarmonica di Rosso) ed ampliare il numero dei propri componenti, con l’aggiunta di sax, batteria ed altri strumenti.

Lele Danesin (alla chitarra) e Ferdinando Rosso (alla fisarmonica)

Ma Danesin, artista duttile, alla bisogna si presenta al suo pubblico anche con altre formazioni per reinterpretare i “Classici” della Canzone Piemontese.
La sua discografia è molto ricca e variegata: con i Turin City Prackers ha registrato il CD “Canson Crin-e” con alcuni brani goliardici e piccanti.  Con I Fratelli Montgolfier, ha inciso un CD di brani di Folk tradizionale occitano, “D’Oc D.O.C.”.

Lele Danesin (a sinistra) e Ferdinando Rosso (a destra), nel duo “Ij Taròch”

Tra le registrazioni del poliedrico autore ricordiamo ancora il CD “Sëddes Tòch” , in cui Lele Danesin si esibisce come leader del Gruppo “Lele & the Chamanaut’s”. Nel repertorio più recente del cantautore torinese, non mancano curiose e divertenti riletture in Lingua piemontese di successi tradizionali del Folk e del Pop americano. Così, ad esempio, sulle celebri note di “O Mary, dont’ you weep” di Bruce Springsteen, Danesin ci propone la sua versione in piemontese, che diventa  “Piora nen, ten dur!”; e su quelle celeberrime di “New York, New York”, cavallo di battaglia e successo internazionale di Frank Sinatra e Liza Minnelli, Danesin ci rapisce con il testo “Turin, Turin”.

Molto frequenti sono poi i revivals di atmosfere torinesi d’antan, come ne “Il Rondò della Forca” o ne “La Contessa si Rilassa”, un divertissement basato su curiosi calembours e ironiche e satiriche rievocazioni dello stile di vita dell’antica Nobiltà Sabauda. Ma anche le grandi voci della Letteratura Piemontese sono nel cuore di Danesin e agiscono come muse ispiratrici per le sue canzoni: numerose sono le versione in musica di molte liriche in lingua piemontese, come “Freidolin-e” di Pinin Pacòt, o “Mare Granda” e “Nivole” di Nino Costa. Tra i più recenti brani di maggior suggestione composti dal Cantautore ricordiamo ancora “El brich andoa i son nà”, “L’Ultima Sin-a” e “Na cita a sò papà” con testo di Aldo Fioretta.

Da qualche tempo, Danesin collabora con l’Unitrè di Torino, con l’intento di promuovere e far meglio conoscere il pregio culturale della canzone d’Autore in Lingua piemontese.

Dalla edizione 2022, Lele Danesin è anche Giurato del Premio Letterario Nazionale “Poesia Granata”, curato da Monginevro Cultura, e come presidente del Premio Speciale “Poesia Granata in Musica” è incaricato di selezionare il componimento poetico più meritevole di diventare una canzone.

Sergio Donna | 3 Settembre 2022

Lele Danesin in concerto come solista

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino", "Giardini di Torino", "Fontane di Torino" e "Statue di Torino". Come giornalista, collabora da alcuni anni con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio