Personaggi & IntervisteTorino

L’addio al manager e politico della Val Pellice Edoardo Simondi: il ricordo del senatore Bonansea

TORRE PELLICE. E’ sempre troppo presto quando coloro che stimiamo se ne vanno. Edoardo Simondi  ha concluso dolorosamente il suo laborioso, esemplare  cammino terreno. Una crudele malattia ha sconfitto in pochi mesi la sua forte fibra, che pareva incrollabile. Prima che la sofferenza lo ghermisse, portava in modo egregio i suoi ottant’anni: salutista a tutti gli effetti, sportivo e camminatore convinto, percorreva spesso di buon passo le vie della valle, insieme al fedele quattro zampe, più volte al giorno. Era una colonna portante dell’Uni Tre, insieme alla moglie Bruna, eccellente pittrice: hanno organizzato conferenze interessanti e bellissime gite in più occasioni. Formavano una coppia splendida.

Originario del Vercellese, Edoardo ha vissuto e lavorato a Pavia, poi per diversi anni a Torino, concludendo in seguito la sua carriera manageriale presso la Caffarel di Luserna San Giovanni, come dirigente. Gli piaceva scrivere: i suoi interventi, sempre circostanziati e incisivi, comparivano sovente sui periodici locali e sui quotidiani nazionali. Era un cattolico convinto, ma non bigotto; un uomo politico di destra, prima apprezzato esponente della Democrazia Cristiana e poi di Forza Italia, pronto a testimoniare concretamente i suoi ideali sul territorio. Un militante battagliero, un combattente  a volte scomodo, ma capace di rispettare chi la pensava in modo diverso, rivelandosi un interlocutore attento e disponibile; un amministratore comunale irreprensibile. Un condomino coraggioso capace di contestare con vigore le spese insensate. E’ stato un marito affettuoso. Un padre amorevole. Un nonno insuperabile. Lo ricordiamo sensibile, altruista, sempre impegnato in qualche attività: puntuale, preciso, affidabile, capace di sobria ironia, schietto. Pronto ad arrabbiarsi, ma altrettanto rapido nel perdono. Dietro un apparente rigore, si celava un’infinita tenerezza.

Alle esequie, il senatore Claudio Bonansea, che non era presente per ragioni di salute, ha inviato uno scritto per commemorarlo che è stato applaudito a lungo. Ecco alcuni passaggi dello stesso: «Caro Edoardo… sei stato sempre un uomo libero, forte, integro, leale e di sani principi.eri per noi, per tanti di noi una persona ricca di umanità, di altruismo, di preoccupazione per il prossimo e sempre molto attento ai problemi che nel tempo e con il tempo hanno travagliato la nostra società. Eri un uomo  di valore che possedevi ideali e principi nobili che si fondavano nella democrazia e nella libertà e che con la  democrazia e la libertà hai avuto modo di avvalorarne il tuo impegno nel sociale a servizio della comunità… Quanti tuoi scritti, quante prese di posizione da te assunte durante dibattiti e riunioni per richiamare attenzioni e per porre problemi  del territorio, dello sviluppo della nostra valle o per sottolineare le difficoltà e i disagi delle persone più emarginate… Ti voglio ricordare sempre presente alle riunioni di territorio da me organizzate sia come Partito, la Democrazia Cristiana nella quale hai militato, e poi in Forza Italia , oppure ancora agli incontri di amministratori comunali e ai dibattiti organizzati dalla Associazione Piemonte Futuro di cui facevi parte. Lo sei stato nell’impegno  politico, sempre rispettoso del prossimo e, seppur battagliero, sempre vigile ed attento a valutare le idee altrui e di chi la pensava diversamente… Edoardo, con il cuore in gola, ti voglio ricordare così, con amicizia e tanto affetto»

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