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La primatista italiana di lancio del disco colpita da un uovo nell’occhio: rischia di saltare gli Europei

L'atleta Daisy Osakue con l'occhio tumefatto
L’atleta Daisy Osakue con l’occhio tumefatto

MONCALIERI. Rischia di non partecipare agli Europei di atletica Daisy Osakue. La primatista italiana under 23 di lancio del disco, nata a Torino da genitori nigeriani, è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un Fiat Doblò in corsa. L’episodio è accaduto dopo l’una di notte a Moncalieri in corso Roma, angolo via Vico.

Daisy Osakue, che nel comune alle porte di Torino risiede con la famiglia, stava rientrando a casa: «Ero stata a trovare la mia madrina – racconta la ragazza –. A  quell’ora non ci sono più mezzi pubblici, così ho deciso di rientrare a piedi. Mi trovano a poche decine di metri da casa, quando ho visto arrivare un’auto a tutta velocità. Ho affrettato il passo nell’attraversare sulle strisce pedonali. Sull’auto c’erano due giovani. Uno di loro si è sporto dal finestrino. Quando l’auto mi è passata accanto ho sentito un forte bruciore all’occhio. Mi sono accasciata, pensando che si trattasse di acido o comunque di un liquido urticante. Devo dire che il terrore mi è corso sulla schiena. Due ragazzi, che camminavano dietro di me di una cinquantina di metri, mi hanno visto per terra e mi hanno soccorso».

I soccorritori hanno allertato il 118 che, dopo le prime cure, ha trasportato Daisy all’ospedale Oftalmico di Torino: ha riportato un ematoma e dovrà stare per qualche tempo a riposo. «Agli Europei – ha concluso l’azzurra – ci voglio ad andare a tutti i costi. Non possono rinunciare ad un appuntamento così importante».

Secondo le prime verifiche dei carabinieri sarebbe da escludere che l’azione sia riconducibile a un movente razziale. Daisy è impegnata anche sul fronte politico: fa parte dei Giovani Democratici del Piemonte.  Un episodio simile si era già verificato la scorsa settimana in strada Genova, sempre a Moncalieri. Adesso i carabinieri stanno cercando di identificate i ragazzi che si trovavano a bordo del Doblò.

 

 

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