Personaggi & IntervisteTorino

Intelligente, sarcastica, colta e aggiornata: la scrittrice Margherita Oggero si racconta

TORINO. Intelligente, sarcastica quanto basta, ma soprattutto colta e aggiornata. Qualcosa di più di un’insegnante di materie letterarie. Quanto di meglio ci si possa aspettare da una scrittrice così versatile come Margherita Oggero, torinese verace che, terminata la carriera scolastica con il raggiungimento della pensione, si è saputa reinventare narratrice, con esiti che, da oltre quindici anni, risultano costantemente apprezzabili.

Partiamo dall’inizio e dai suoi primi rapporti con la narrativa, ovviamente in qualità di lettrice in erba.

Sono stata davvero una lettrice in erba, come voi dite. Ho avuto infatti la fortuna, come molti bambini, di essere precoce nell’imparare e così, all’età di quattro anni, lessi “Il libro di Totti ” . Naturalmente il Totti in questione era ben altro: un bambino guastafeste che non lasciava mai giocare in pace la sorellina. Mi sentii quasi in dovere di cambiare la trama. Posso dire che lì, forse, incominciò la mia voglia di creare storie a mia volta.

A proposito di giovani, che rapporto hanno secondo lei con la lettura? E con la scrittura?

E’ difficile generalizzare. Certo ascoltano più musica di quanto leggano e sono distratti dai moderni mezzi di comunicazione. La lettura richiede solitudine e concentrazione, oppure può essere una lettura condivisa, in questo caso ad alta voce, ma questa seconda modalità non mi pare usuale tra i giovani. Con la scrittura in genere hanno un rapporto difficile, perché sono abituati a usarla prevalentemente per sms, messaggi su Facebook, tweet e non per forme più distese e studiate.

Quando insegnava le è capitato che i suoi studenti venissero a raccontarle le loro opinioni dopo aver letto i suoi romanzi? 

Sono ormai parecchi anni che ho lasciato la scuola e molti miei ex allievi ed allievi sono adulti. Alcuni vengono alle presentazioni o mi scrivono: il commento più frequente riguarda riguarda la nostalgia per gli anni della scuola. Me inclusa, penso forse con presunzione.

Margherita Oggero in compagnia di Marina Rita

La capacità di creare storie pone l’autore in condizione di crearsi un proprio metodo di gestione. Qual è il suo?

Il grande scrittore nordamericano Philip Roth ha affermato che la scrittura è per il 10 % ispirazione e per il 90% traspirazione, cioè lavoro, quindi organizzare bene lo scenario, i personaggi, insomma tutto ciò che dà vigore alla trama di un romanzo o racconto che sia. Ebbene, di questa significativa osservazione tengo puntualmente conto ogni volta che realizzo un nuovo testo. Altresì mi sforzo di evitare il più possibile l’impiego delle frasi fatte (soprattutto le più inflazionate), che detesto.

Non tutti sanno che Lei, negli anni Settanta, durante una parallela collaborazione con la sede RAI di Torino, partecipò all’ideazione di una trasmissione radiofonica, “Ricerca automatica ”, che allora passò piuttosto inosservata, ma della cui originalità si tenne conto anche in occasione di analoghe e successive esperienze…

Precisamente ci inventammo quella che, quindici anni dopo, sarebbe stata la formula vincente del “Blob” televisivo. Prendevamo stralci da programmi radiofonici – dalle cronache sportive all’allora imperante “Chiamate Roma 3131”, tanto per capirci – e li univamo a nostra volta, magari creando originali situazioni di senso compiuto. Purtroppo temo che quei nastri contenenti le registrazioni di “Ricerca automatica”, dopo 43-44 anni, si siano smagnetizzati e quindi non possano più essere riascoltati.

Peccato, davvero. Venendo invece al Suo lavoro di narratrice “tout court”, La vediamo da tempo alle prese con romanzi assai diversi tra loro, in cui però domina la psicologia, pure introspettiva, dei singoli personaggi. Una formula, questa, che ha funzionato a puntino soprattutto nelle Sue ultime due fatiche, “La ragazza di fronte ” e “Non fa niente ”. Vero è comunque che, anche grazie alle edizioni televisive, i romanzi a sfondo poliziesco incentrati sulla “ Prof ” Camilla Baudino godono di enorme popolarità, tanto che molti si chiedono se, dopo alcuni anni di assenza, la docente-detective tornerà protagonista di una nuova avventura.

No, non credo proprio che riproporrò il personaggio di Camilla Baudino in futuro, anzi, ella con me ha “ chiuso “ . Tuttavia non abbandonerò il filone “giallo ” : anzi, posso già dire che il romanzo al quale sto lavorando e che sarà nelle librerie prima del prossimo Natale ruoterà attorno all’indagine su un crimine, comunque con nuovi protagonisti.

Per concludere, nei suoi romanzi vi sono anche aspetti ironici, che smorzano il contesto drammatico delle vicende. Quanto pensa sia importante questo aspetto nelle storie che racconta?
Credo che gli elementi comici siano sempre presenti nella vita, accanto a quelli drammatici o addirittura tragici. L’ironia aiuta a ridimensionare.

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Cesare Borrometi

Laureato in Lettere, da diversi anni insegna nelle scuole secondarie superiori, collaborando con testate giornalistiche locali. Esperto di musica e della storia della televisione, è autore dei volumi “Lunario dei giorni di Tele” (2012), omaggio alla vecchia TV, e “Blog Sessantasette”, di prossima uscita, cavalcata di eventi piccoli e grandi dell’annata 1967. Dal 2014 dirige l’emittente radio-web Lucky Wave Radio.

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