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Il “linguaggio pop” di Andy Warhol approda a Novara: dal 25 ottobre in mostra 50 opere

NOVARA. Le Marilyn, le copertine dei dischi, le zuppe Campbell, i dollari: tutto parla di Andy Warhol. È la prima volta che 50 opere dell’artista americano, raccontate in 14 nicchie, attraverso icone dello spettacolo e miti della pubblicità, giungono a Novara. “Linguaggi pop” è la mostra che sarà allestita nell’ala archeologica del castello dal 25 ottobre al 25 novembre prossimi. Si tratta dell’omaggio voluto fortemente dalla galleria Legart per i 90 anni dalla nascita di Warhol.

Un allestimento che non coinvolgerà solo gli adulti: «Ci siamo ispirati a un momento della vita dell’artista. Quando lui era piccolo, la mamma, per guadagnarsi da vivere, creava fiori con materiali di riciclo e li vendeva per strada. Noi invitiamo i bambini a costruire petali di ogni sorta, utilizzando scarti di produzione donati da alcune aziende, per poi appenderli alle pareti di questa sala», spiega la curatrice Alessia Legat, titolare della galleria Legart, accennando all’ultima sala, vuota e  ricoperta di carta stagnola come la factory newyorkese di Warhol, che diventerà il laboratorio dei bambini. I più piccoli avranno per loro anche un percorso di visita riservato, snack per le merende, e un quaderno interattivo “Il mio primo Andy” in cui potranno incollare foto e scrivere idee.

All’interno del piano sotterrato del castello si potranno osservare pezzi unici in acetato fotografico, e diverse serigrafie firmate dall’artista negli Anni Settanta e Ottanta, in un mix di antico e moderno, con ricordi del passato remoto e modernità dirompente dai colori sgargianti. Un continuo alternarsi di linguaggi, molti espressi in oggetti di uso quotidiano che Warhol usava firmare, e la digital art sul personal computer Amiga 1000, di cui l’artista era stato testimonial nel 1985, accompagneranno i visitatori. E poi, un catalogo speciale in forma di rivista contenente interviste e testimonianze, come q1uella di Loredana Bertè, che lavorò con Warhol alla fine degli Anni Settanta.

Organizzata in collaborazione con la Fondazione Castello, la mostra ha come main sponsor il Banco Bpm: «L’anno scorso avevo curato un’esposizione dedicata alla street art nella mia galleria – racconta la curatrice –. Erano esposti anche dei Warhol che piacquero tanto. Così ho pensato di organizzare una mostra tutta per lui, la prima a Novara. Grazie all’aiuto di collezionisti e amici ho riunito un numero elevato di opere, per ora sono 50, ma potrebbero essere di più, ed era evidente che gli spazi che avevo a disposizione non sarebbero bastati. Così ho cercato un’altra location, e il castello con la parte archeologica si è rivelata una soluzione splendida. È una mostra un po’ diversa per Novara che ha pochi allestimenti di arte contemporanea. Spero che la città colga quest’occasione unica con entusiasmo».

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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