ENOGASTRONOMIAStorie piemontesi

I Fratelli Branca, i liquoristi di Pallanza che hanno reso il ‘fernet’  l’amaro italiano più famoso nel mondo

Il successo in Argentina del “Fernandito”, un cocktail di Fernet e Coke on the rocks

Il fernet  è sicuramente l’amaro italiano più diffuso al mondo. Come sia nato il termine “fernet” è un piccolo mistero. Ma è probabile che derivi dalla sovrapposizione di due parole, un sostantivo (fer) e un aggettivo (net): ferro pulito, dalla piastra di ferro rovente che si usava nella preparazione del liquore.

Le sue origini risalgono al 1842, quando il milanese Felice (fu Domenico) Vittone, da un infuso di 40 erbe aromatiche e spezie naturali, ne ricavò il primo distillato: il suo gusto era robusto, incisivo, dal carattere maschio e gradevole e dall’aroma invitante. Il Fernet Vittone dopo 180 anni dalla sua invenzione è ancora un prodotto apprezzatissimo e noto non solo in Italia, ma anche all’estero. Lo storico e glorioso marchio, un must per i veri intenditori del fernet, è ora proprietà dalla Polini Group, con Sede Amministrativa e Commerciale a Paratico, in provincia di Brescia, che ne cura la distribuzione e la produzione, che avviene ancora nel rigoroso rispetto dell’originale ricetta del 1842.

Un’antica réclame del Fernet Branca

L’idea di produrre il fernet contagiò uno dopo l’altro tutti i più noti produttori di liquori italiani, soprattutto piemontesi. Non solo i fratelli Branca, come vedremo, ma anche Cinzano, Luxardo, Ramazzotti, Martini & Rossi, e molti altri ancora.

Comunque sia, furono due verbanesi di Pallanza, i fratelli Bernardino e Stefano Branca, a lanciare il fernet in ogni paese del mondo, e farne il prototipo degli amari italiani. Bernardino Branca, trasferitosi a Milano, vi aprì una Liquoreria artigianale, che aveva come insegna il suo cognome. Nel 1845, la Liquoreria Branca, dopo aver selezionato 27 erbe aromatiche e spezie naturali provenienti da quattro continenti, produsse il suo primo fernet, dal sapore e dall’aroma amaricante e accattivante, che subito conquistò il palato dei milanesi, diventando un must tra i degustatori di liquori.

Una storica réclame della
Fratelli Branca di Milano,
fornitori di S.M. Re d’Italia

Nel 1862, vista la domanda sempre più crescente del Fernet Branca, Bernardino, insieme al fratello Stefano, decise di dare un’ulteriore spinta ai propri affari: aprì una più ampia distilleria, attrezzata per una produzione industriale, che assunse la ragione sociale di Fratelli Branca Distillerie, e poco alla volta si dotò di una rete distributiva capillare, sia in Italia che all’estero. Da quell’anno ebbe inizio l’avventura internazionale del Fernet Branca: una storia di successi quasi bisecolare, che ha il sapore del mito.

La ricetta originale del Fernet Branca classico, mantenuta segreta e tramandata di padre in figlio fino ai giorni nostri, è tuttora conservata nei Laboratori Branca di Milano, e non ha mai subito modifiche. Nel 1965 è stata creata una versione aromatizzata con menta, ed è nato il Brancamenta, altro must degli estimatori del fernet, un amaro apprezzato soprattutto d’estate se servito on the rocks.

Per quanto la ricetta originale completa sia conservata con il massimo riserbo, la Fratelli Branca ha tuttavia svelato alcuni ingredienti base del fernet, sia pur non precisandone le dosi e le proporzioni: tra questi figurano la cannella, l’aloe, il rabarbaro, la camomilla, la mirra, il tiglio, l’arancia amara, l’iris e lo zafferano.  La gradazione alcolica è stata nel tempo ridotta dagli originali 46° agli attuali 39°, per assecondare le esigenze di mercato. Il Fernet Branca è servito solitamente come “possa café” , ovvero come digestivo dopo un pranzo o una cena, oppure come tradizionale correttivo del caffè. Molto diffuso è il consumo del fernet  come drink, come unico componente o come ingrediente di un cocktail.

Il tiglio: uno dei componenti del Fernet Branca

In Argentina, soprattutto a Buenos Aires, ma anche a Córdoba e in tutta la Pampa Gringa, abitata da una consistente comunità di origine piemontese, è diffusissimo il consumo di Fernet Branca miscelato alla Coca-Cola. L’originale cocktailBranca & Cola “ è di semplice realizzazione: basta versare in un bicchiere un dito di Fernet-Branca e riempirlo di Coca-Cola, con aggiunta di ghiaccio a piacere; si mescolano poi con cura gli ingredienti, e il “Fernandito” (così viene chiamata questa bevanda popolare) è subito servito.

Branca & Coke, il popolare cocktail argentino, servito con ghiaccio
e familiarmente chiamo “Fernandito”

Nel Sud America il consumo di Fernet Branca rappresenta una frazione molto considerevole del fatturato mondiale. Non è infatti un caso che proprio in Buenos Aires abbia sede un importante stabilimento della Fratelli Branca con quattro modernissime linee di produzione, attrezzato di ampi caveaux, dove si conservano le botti di rovere per far riposare il liquore prima dell’imbottigliamento e della distribuzione nelle bottiglierie, nei caffè e nei supermercati locali.

Il fernet: una storia quasi bicentenaria di successi, che si estende dalle sponde del Lago Maggiore a quelle… del fiume Paranà.

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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