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Grande fermento per il Palio di Asti: l’elenco definitivo di fantini e cavalli

ASTI. È la prima volta, come deciso dalla giunta Rasero, che il Palio della città sarà anticipato dalla terza alla prima domenica del mese di settembre. Si correrà domenica 2 settembre 2018 in un’Asti imbandierata per l’occasione, che si sta preparando da tempo facendo il conto alla rovescia. La prima notizia certa della corsa risale al 1275, anno in cui, secondo Guglielmo Ventura, speziale di professione e cronista per diletto, gli astigiani corsero il Palio, per “dileggio”, sotto le mura della nemica città di Alba, portando danni e devastazioni alle vigne.

In mattinata verso le ore 10 si svolgerà la cerimonia di benedizione di cavalli e fantini presso le parrocchie, seguita dalle coreografie degli sbandieratori dell’A.S.T.A. in piazza. Dopo pranzo, alle ore 14, il Corteo storico, composto da 1200 figuranti in costume, si avvierà dalla piazza della Cattedrale, preceduto dal Gruppo del Capitano del Palio, scortato dagli Armigeri, e seguito da sfilate di Rioni, Borghi e Comuni. L’ultimo a sfilare, prima del carroccio, sarà il vincitore del 2017, il Borgo San Lazzaro. Il corteo, composto da nobili e cortigiani, contadini e ricchi possidenti, mercanti, banchieri, artigiani e alti prelati, rievoca la storia medievale della Città, in cui ogni gruppo è preceduto dal vessillifero che porta i colori del borgo, rione o comune, e s’inoltrerà per via Caracciolo, piazza Cairoli, corso Alfieri, via Gobetti, piazza San Secondo, via Garibaldi, via Gardini, piazza Alfieri. Nel pomeriggio, intorno alle ore 16, in piazza Alfieri si correrà il Palio con cavalli montati “a pelo”, cioè senza sella. Chiuderà la giornata una nuova esibizione degli sbandieratori, e l’assegnazione del Palio.

I festeggiamenti inizieranno venerdì 31 agosto tra prove ufficiali, il mercatino del Palio, la sfilata dei Monelli, e le cene propiziatorie in rioni, borghi e comuni partecipanti alla manifestazione. Durante il sabato di vigilia, nel pomeriggio, saranno invece i bambini astigiani a vestire i panni di nobili, contadini e altri figure storiche, per una singolare sfilata che richiama ogni anno sempre più famiglie.

L’invito che rivolge la polizia municipale è quello di utilizzare l’auto solo in caso di necessità, godendosi a piedi la città e la manifestazione.

Info biglietteria: tel. 0141.399057

Il cuore del Palio

Tutto inizia con il sindaco che, oggi come in passato, dà licenza di correre il Palio, pronunciando parole antiche: «Andate e che San Secondo vi assista». Poi, tra applausi e sospiri, scenderanno in campo 21 partecipanti, tre batterie, sette cavalli al canapo per ogni contesa, nove per la finale.

La pista, allestita con 800 metri cubi di sabbie astiane, dovrà “tenere” per tre giri di corsa, sia in caso di pioggia sia in caso di bel tempo, per questioni di sicurezza di cavalli e fantini. Questo il motivo per cui il tracciato è stato studiato a fondo da una commissione di tecnici.

La partenza si dà “al canapo”, tendendo una grossa corda di circa 15 metri e del peso di quasi un quintale, che, per mezzo di un argano elettromeccanico, attraversa la pista da un punto all’altro della linea di partenza. Il mossiere, situato su un podio, chiamerà i partecipanti alla batteria, e quando giudicherà regolamentare l’allineamento, farà cadere il canapo. A quel punto fantini e cavalli correranno per i 450 metri di pista in tre giri di corsa.

I Palii sono composti da due elementi essenziali: il labaro dipinto, che porta l’effige del Santo e le insegne della Città di Asti e il Palio, costituito da una lunga pezza di velluto cremisino congiunta al labaro. Il Palio si misura in rasi: 16 per il Palio della corsa, dieci per il Palio offerto alla Collegiata. Il raso, antica misura piemontese, corrisponde a 60 centimetri.

I premi finali consistono nel drappo con l’effige del Santo Patrono, una borsa di monete in argento, gli speroni, il gallo vivo, la coccarda, e infine l’inchioda  (acciuga) con l’insalata.

Tra le visite veterinarie ai cavalli e la cerimonia di presentazione ufficiale dei fantini, svoltasi presso il Palazzo Civico di piazza San Secondo, in cui 21 Rettori hanno annunciato ai propri popoli e alla cittadinanza i nomi dei fantini scelti per Palio, di seguito l’elenco di entrambi.

Fantini:

SAN LAZZARO: Giuseppe Zedde “Gingillo”

SAN MARTINO SAN ROCCO: Francesco Caria “Tremendo”

TORRETTA: Valter Pusceddu “Bighino”

DON BOSCO: Giovanni Atzeni “Tittia”

CATTEDRALE: Dino Pes “Velluto”

CANELLI: Massimo Columbu “Veleno II”

NIZZA MONFERRATO: Alessandro Cersosimo “Nando” 

MONCALVO: Federico Arri “Guerriero”

SAN SECONDO: Andrea Mari “Brio”

MONTECHIARO: Andrea Chessa “Nappa II”

SANTA MARIA NUOVA: Luigi Bruschelli “Trecciolino”

SANTA CATERINA: Simone Mereu “Deciso”

BALDICHIERI: Mattia Chiavassa “Geronimo”

TANARO TRINCERE TORRAZZO: Sandro Gessa “Gessino”

SAN PIETRO: Carlo Sanna “Brigante”

CASTELL’ALFERO: Donato Calvaccio “Il Musico”

VIATOSTO: Alessio Migheli “Girolamo”

SAN MARZANOTTO: Alessandro Chiti “Voragine”

SAN PAOLO: Enrico Bruschelli “Bellocchio”

SAN DAMIANO: Antonio Siri “Amsicora”

SAN SILVESTRO: Bastiano Sini “Bastoncino”

 

Cavalli:

SAN LAZZARO: Uron – Resta

SAN MARTINO SAN ROCCO: Preziosa Penelope – Unadea

TORRETTA: Tiepolo – Uragano Rosso

DON BOSCO: Umatilla – Vittorino

CATTEDRALE: Ribelle da Clodia – Robolt

CANELLI: Remorex

NIZZA MONFERRATO: La Via da Clodia – Trattu de Zamaglia

MONCALVO: Calliope da Clodia – Nicholas de Pedra Ulpu

SAN SECONDO: Bomario da Clodia – Raol

MONTECHIARO: Uan King – Yoghi da Clodia

SANTA MARIA NUOVA: Voulture – Ungolo

SANTA CATERINA: La Gioconda – Ulderigo

BALDICHIERI: Unico de Aighenta – Tout Beau

TANARO TRINCERE TORRAZZO: Portorose – Ultimo Baio

SAN PIETRO: Spartaco da Clodia

CASTELL’ALFERO: Trilussa – Zarino

VIATOSTO: Audace da Clodia

SAN MARZANOTTO: Nefertiti – Uber Alles

SAN PAOLO: S’Othieresu

SAN DAMIANO: Briccona da Clodia – Ultrasonic

SAN SILVESTRO: Talete Sardo – Tiago Baio

 

 

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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