EnogastronomiaStorie piemontesi

Con Borgiattino alla scoperta del gusto dei formaggi piemontesi d’alpeggio e dei luoghi di produzione

Degustazioni, aperitivi, gite e servizio catering, per tutti i gourmet del formaggio nel nuovo locale di Corso Vinzaglio angolo Corso Matteotti, a Torino

Borgiattino, il formaggiaio di Torino per antonomasia, dal 1927 è sinonimo di prodotti caseari selezionati e di massima qualità. Sul finire del 2021, l’intraprendente sig. Luciano Guidotti, titolare del negozio, affiancato dal figlio Stefano, ha deciso di trasferire la bottega nei più vasti locali adiacenti alla sua storica sede, all’angolo tra Corso Vinzaglio e Corso Matteotti, un tempo occupati da una Pasticceria. Di fatto, la sede si è solo spostata di un paio di metri, ma ne ha sicuramente guadagnato in metratura, luminosità, visibilità e prestigio.

Oltre a trovarvi – come sempre – i più nobili formaggi piemontesi, italiani e internazionali, (esposti scenograficamente in un ricco e ancor più esteso bancone frigorifero e pronti a tentare tutti i più raffinati gourmet del formaggio), da Borgiattino è ora possibile fruire anche di invitanti aperitivi. La Sala delle degustazioni, aperta fino alle ore 22.00, è davvero accogliente, spaziosa e raccolta allo stesso tempo, elegante e raffinata. L’ideale per un aperitivo di classe, con una selezione di vini di grande carattere, di produttori del territorio, che spaziano dal Barbera al Dolcetto e all’insuperabile Ruché del Monferrato, perle di una ricercata e variegata “cantina”.

Taglieri di salumi e affettati, antipasti alla piemontese, deliziosi flan di verdure, delicate insalate russe, crèpes al prosciutto, e anche piatti di pasta realizzati al momento, certo. Ma sono soprattutto i formaggi (serviti con una eccellente cognà), a conquistare i palati dei ghiottoni: un trionfo di eccellenze del territorio, con qualche puntata estemporanea fuori regione (come il Bettelmatt d’alpeggio della Val Formazza).

C’è solo da scegliere e il tagliere verrà personalizzato sul momento (salumi, formaggi o quant’altro). Ma se amate davvero i formaggi non perdetevi un assaggio di Castelmagno DOP, di Fontina d’alpeggio DOP, o di Plaisentif (il mitico formaggio alle viole dell’Alta Val Chisone). O ancora: la Toma d’alpeggio di San Sicario, di latte crudo di capra; oppure la Toma di Valchiusella, o quella di Valliera.

Una selezione di formaggi di Borgiattino

E poi, il soprendente CremBrì, che sposa la dolcezza e la burrosità della Robiola avvolgendola  in una crosta fiorita, tipica del Brie. Una scoperta davvero deliziosa, questo formaggio, dall’intenso profumo di latte: le nuances bianco-perlacee e la dolce cremosità della pasta sono un invito a spalmarlo sul croccante pane casereccio che Borgiattino propone sui tavoli in Sala.

Per completare in modo sublime la degustazione, niente di meglio di un assaggio di Blu del Moncenisio: prodotto sull’altopiano del Moncenisio e sul versante meridionale del Colle del Frejus, è un formaggio vaccino al quale viene spesso aggiunto una piccola quantità di latte caprino. La sua pasta è morbida, avvolta da una crosta cilindrica. Il suo sapore è deciso, ma più dolce del Gorgonzola piccante.

Borgiattino è anche un vivace Polo Culturale per conoscere, valorizzare e gustare le eccellenze gastronomiche del territorio. Il sig. Luciano organizza infatti anche gite sui luoghi di produzione dei formaggi tipici, come quelle già tenutesi a Castelmagno (in Valle Grana) o in Val d’Aosta, per scoprire dove e come si produce la Fontina d’Aosta e la si lavora, e le grotte naturali o le antiche miniere di ferro e di rame abbandonate dove si conservano le forme per la stagionatura.

Borgiattino: davvero molto di più di una bottega di formaggi, salumi e vini. Borgiattino è tradizione, storia e cultura.

Sergio Donna | 10 Febbraio 2022

Uno scorcio della Sala degustazioni di Borgiattino
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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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