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Andar per luoghi sacri: la Chiesa della Visitazione e di San Barnaba a Mirafiori

TORINO. Nel 1617, il trentenne duca Vittorio Amedeo I, decise di far erigere una chiesa dedicata alla Visitazione di Maria Vergine con annesso Convento Cistercense, in prossimità dell’antico Castello di Miraflores, lungo il viale che collegava la residenza sabauda alla borgata extra urbana.

La pianta della chiesa fu pensata a croce greca, con una navata centrale e due cappelle laterali: quella a destra di chi entra è dedicata a San Bernardo, mentre quella a sinistra è dedicata a San Barnaba. È un edificio di culto di notevole valore storico-culturale, che vale una visita: un bell’esempio barocco di chiesa parrocchiale foranea, con attigua casa con loggiato. La data di costruzione (1617) è confermata da un’epigrafe apposta sulle pareti della chiesa.

Uno stemma Savoia è murato in una parete del cortile, probabilmente proveniente dal timpano della facciata.  In questa cappella, nel 1885, viene sepolta Rosa Vercellana, ovvero la Bela Rosin, nominata da Vittorio Emanuele II contessa di Mirafiori (i resti sarebbero poi stati trasferiti, qualche anno dopo, nel vicino maestoso Mausoleo in stile neoclassico a lei dedicato). In occasione dei suoi funerali, il blasone della Bela Rosin venne dipinto sulla volta della chiesa.

La chiesa prima del crollo del campanile

Durante la seconda guerra mondiale, i suoi sotterranei furono trasformati in un rifugio antiaereo per gli abitanti del borgo; nella notte tra il 18 e il 19 novembre 1942 i bombardamenti danneggiano gravemente l’edificio. Il 5 gennaio 1980 una forte scossa sismica (tra il sesto e il settimo grado della Scala Mercalli) fece crollare il campanile della parrocchia, causando danni anche al convento.

L’ingresso del rifugio antiaereo

La Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e di San Barnaba, in strada del Castello di Mirafiori 42, è ancor oggi un punto di riferimento per il quartiere Mirafiori, soprattutto nel giorno in cui si celebra la festa di San Barnaba (11 giugno).

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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