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Alla scoperta di borghi antichi: la monferrina Villadeati

VILLADEATI. In cima ad una collina monferrina, nella zona della Valle Cerrina, al confine con la provincia di Asti, si trova un borgo molto antico che si affaccia sulle colline astigiane: Villadeati. Il popolamento di quella zona è da datarsi nel periodo tra il crollo dell’Impero Romano e gli inizi del Medioevo. La storia di Villadeati inizia però ad essere documentata attorno al primo Medioevo, quando divenne feudo della famiglia astigiana dei Deati, i quali gli conferirono il nome “Villa Deatorum”.

Gli episodi che hanno reso Villadeati nota sono due: il primo è che ancora oggi circola nei paesini limitrofi la vecchia leggenda che presso Villadeati esisterebbe un’antica città sotterranea ricca di tesori e beni preziosi, chiamata Lustria, una sorta di Atlantide sotto al suolo su cui tutti passeggiamo ingenuamente.

Il secondo episodio è purtroppo molto più tragico che mitologico, ed è passato alla storia come “l’eccidio di Villadeati”. Il 9 ottobre 1944 alle ore 9 del mattino Villadeati fu saccheggiata da una truppa di 200 soldati tedeschi, che a bordo di 24 autocarri entrò nel paese rubando qualsiasi oggetto di valore dalle case degli abitanti del borgo. I soldati sotto il comando del maggiore Mayer radunarono nella piazza del paese tutti gli uomini. Mayer ne prese dal gruppo dodici e ordinò che venissero schierati per la fucilazione. In quel momento il parroco del paese, Don Ernesto Camurati, chiese di esser preso al posto dei dodici compaesani, ma senza successo. La sua offerta venne rifiutata e venne ucciso insieme al gruppo di uomini, che nel frattempo fu ridotto a dieci persone.

Questa fu la punizione che il maggiore volle impartire al paese in seguito ad un attacco partigiano ad una colonna armata tedesca nei dintorni di Cavagnolo, dove venne ucciso un soldato tedesco ed un altro venne fatto prigioniero. Oggi la strada panoramica che porta verso il Municipio del borgo è intitolata a don Ernesto Camurati e alle vittime dell’eccidio di quel giorno funesto del
’44.

Natura e storia si fondono in Villadeati, restituendo un borgo ricco di testimonianze storiche, ma anche di scorci pregiati e unici nel loro essere. Sulla sommità dell’altura, il Castello Belvedere domina la valle sottostante ed è visibile fin da quando si entra nel paese. Il palazzo ha origine antiche, venne costruito a fine Settecento in sostituzione di un’antica fortificazione andata in rovina dopo le guerre seicentesche. Fu chiamato “Belvedere” proprio per la posizione sovrastante dove era stato costruito. Attualmente è di proprietà privata e non accessibile al pubblico.

Villadeati è una meta turistica, che si addice ai visitatori alla ricerca di relax e quiete. Sicuramente è un luogo dove cercare ispirazione, nuove idee, equilibri e riflessioni, i suoi paesaggi restituiscono calma e riposo a mente e cuore.

Chiara Parella

Classe ’87, torinese di nascita, ma astigiana di adozione, dopo una formazione classica, si è laureata in scienze e tecnologie agroalimentari presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di marketing e comunicazione e scrive per alcuni blog di settore. Amante da sempre della letteratura latina e della cultura in generale, è in procinto di pubblicare il suo primo libro.

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