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Una risorsa che non t’aspetti: l’extravergine d’oliva piemontese

L’olivo (olea europea), pianta simbolo del Mediterraneo dalla storia millenaria (non a caso è stato definito “l’albero immortale”), è originario dell’Anatolia (in Asia Minore) e venne probabilmente introdotto in Sicilia e nel sud della penisola italica dai Fenici. Di qui, la sua coltivazione si sarebbe poi estesa in tutte le isole e lungo tutte le sponde del “Mare Nostrum”, dal Nord Africa alla Grecia, e dalla Francia alla Spagna.

In realtà, l’olivo rivela sorprendenti doti di adattabilità in contesti anche diversi da quelli tipicamente mediterranei, purché caratterizzati da microclimi particolari, su terreni argillosi e calcarei, ben esposti al sole e ricchi di calcio, come lo sono ad esempio certe sponde del Lago di Garda: l’olivo si rivela infatti a pieno titolo come specie cosmopolita, con presenze in località che i più non si aspetterebbero, come il nostro Piemonte.

La raccolta delle olive all’azienda Agricola Mimosa

Anche se non si direbbe, l’olivo è storicamente presente sul territorio piemontese fin dall’epoca romana. Da un quarto di secolo, in alcune aree particolarmente esposte all’insolazione, con un microclima favorevole, su terreni e pendii idonei ad accogliere la pianta mediterranea per eccellenza, si è assistito ad una crescente reintroduzione della coltivazione dell’olivo piemontese, come nel Monferrato, nel Canavese, e tra Cumiana ed il Pinerolese.

Non a caso, al fine di valorizzare e sostenere l’olivocultura piemontese, fin dal 2003, è stata istituita l’Associazione Piemontese Olivicultori, la ASSPO, che riunisce tutti i produttori regionali di olive “nostrane”.

Un esempio di uliveto squisitamente piemontese

Uno dei pionieri di questa riconversione agricola nella zona di Pinerolo è stato Pier Luigi Chialva, recentemente scomparso, dinamico e geniale imprenditore agricolo con la laurea in architettura. Fondatore dell’Azienda Agricola Mimosa (un nome che rievoca profumi e sapori mediterranei, e quindi ideale per chi produce olio extravergine d’oliva), nel 1996 ebbe l’intuizione di impiantare su un versante assolato in località Besuc, appena fuori di Pinerolo, un uliveto composto da poco meno di 100 piante. L’idea, per la verità, era quella di creare una sorta di vivaio di olivi ornamentali, in sostituzione di un vigneto ormai poco produttivo. Ma Chialva ben presto comprese che quegli alberi, così rigogliosi e generosi di frutti, potevano rappresentare una preziosa risorsa produttiva, e già nella stagione agricola 2004/2005, allargò il suo oliveto con nuovi impianti, portando il numero complessivo degli ulivi a più di 500 alberi, destinati alla produzione di olive da olio. Fin da subito, il prodotto si rivelò di elevata qualità.

Gli uliveti comprendevono differenti “cultivar” (cioè diverse specie di olivi), come il Leccino, il Grignan, il Moraiolo, il Pendolino, il Frantoio, il Taggiasco, il Moraiolo e il Nocellara del Belice: ciò per ottenere un prodotto che potesse miscelare le migliori eccellenze di ogni varietà.

Dopo un paio di stagioni sperimentali, Chialva iniziò a distribuire l’olio di propria produzione con il marchio “Besuc” (lo stesso del toponimo in cui erano insediati gli ulivi): fu subito molto apprezzato, sia dai ristoratori locali, sia dai consumatori privati, per le sue esclusive caratteristiche di amabilità e delicatezza, sposandosi armonicamente con le specialità tipiche della cucina del territorio, ed esaltandone i sapori, ma senza prevalere sul gusto dei piatti della tradizione. La qualità organolettica dell’olio piemontese “Besuc” e la sua squisitezza indusse altri coltivatori ad impiantare nuovi oliveti, ed ora la zona attorno a Pinerolo rappresenta una fiorente enclave di coltivazione di olivi, nel cuore del Piemonte, a due passi da Torino. A partire dal 2009, l’azienda agricola Mimosa, con sede in Via Davico 90, a Pinerolo (To), si è dotata di un’autonoma linea di produzione dell’olio extra vergine d’oliva, con un proprio frantoio, ed un processo completo a ciclo chiuso che va dalla molitura al completamento della lavorazione in laboratorio, fino all’imbottigliamento.

All’Azienda Agricola Mimosa è stata concessa l’onorificenza di “Maestri del Gusto” per Torino e Provincia, per l’eccellenza dell’olio extra vergine d’oliva “Besuc”, che si caratterizza per un gusto fruttato medio-leggero, dal gusto equilibrato, particolarmente adatto – come già ricordato – ad esaltare i sapori dei gustosi piatti del territorio.

Davvero sorprendenti, variegate e infinite le risorse agricolo-alimentari della nostra Regione, grazie alla generosità di una terra straordinaria e alla genialità e all’intraprendenza dei suoi abitanti.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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