Storie piemontesi

Un libro sulla Battaglia dell’Assietta del 19 Luglio 1747

Due storici militari raccontano, minuto per minuto, tutti i momenti di una battaglia cruciale che si rivelò un capolavoro di tattica e strategia militare per l’Esercito Piemontese

Sullo spartiacque tra la Val Chisone e la Val di Susa, si estende  il pianalto dell’Assietta, strategico luogo da cui si domina la chiostra alpina, dalle Marittime alle Cozie.  Su questo Colle, nel pomeriggio del 19 Luglio 1747, 6000 soldati austro-sabaudi, al comando del conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio (Bricherasio, 1706 | 1782), luogotenente generale, affrontarono dietro ai loro trinceramenti un’Armata francese di 16.000 uomini, quasi tre volte numericamente superiore, comandata da Charles-Louis-Auguste Fouquet, detto Chevalier di Belle-Isle (Agde 1693 |  Assietta 1747). Dopo aspri combattimenti, con alterne vicende, alle sette di sera i Francesi batterono in ritirata, dopo aver perso un quarto dei loro effettivi. La cruenta battaglia si risolse infatti con la sconfitta dei Transalpini: grazie a quella eroica vittoria, lo Stato Sabaudo mantenne la propria indipendenza e rafforzò il proprio prestigio sullo scacchiere internazionale dell’epoca.

Due storici militari, Giovanni Cerino Badone ed Eugenio Garoglio hanno voluto approfondire tutte le mosse adottate dall’Esercito sardo in quella battaglia, il cui esito risultò salvifico per le sorti dello Stato subalpino: i due studiosi, con una minuziosa analisi storico-scientifica, hanno ricostruito, metro per metro e minuto per minuto, lo scenario del campo di battaglia, scoprendo le tattiche, gli armamenti, ed i reparti che portarono in porto quella brillante impresa militare. I due Autori hanno inoltre redatto una dettagliata cartografia dei luoghi in cui si svolse la battaglia, documentando con precisione certosina l’evoluzione di quello scontro, dai primi spari alla vittoria finale, fornendo esaustive e sorprendenti risposte a tutti coloro che vogliano approfondire una pagina fondamentale della Guerra di Successione Austriaca, della Storia del Piemonte e di quella d’Italia.

Stampa commemorativa della Battaglia dell’Assieta, con l’effigie di Carlo Emanuele III

I testi contenuti nel libro sono frutto di notizie attinte da primarie fonti d’archivio e spesso ripercorrono in senso critico e innovativo la letteratura finora esistente sugli scontri dell’Assietta, come ad esempio l’uccisione del Belle-Isle, che non sarebbe avvenuta ad opera di due Granatieri piemontesi, tali Adami ed Ellena, ma che sarebbe il risultato di una mortale ferita al braccio e al capo causata da palle di fucile sparate dalle Guardie della fortificazione. Secondo l’analisi dei due storici, in linea con i dettami delle diverse Scuole di Formazione Militare e d’Artiglieria degli Eserciti opposti, i Piemontesi risultarono “più metodici e puntuali”; i Francesi, dal canto loro, “più dinamici ed abili manovrieri”. Difficile stabilire quali siano i punti di forza che in pratica possano risultare più efficaci e determinanti per un Esercito, anche perché è sul campo di battaglia che si gioca la vittoria o la sconfitta, dove imponderabili variabili in gioco, come l’accidentalità del terreno, le condizioni atmosferiche, le postazioni delle parti contendenti possono influenzarne fatalmente l’esito.

Quel giorno però, vinsero meritatamente i Piemontesi e la festa fu grande. È proprio su Colle dell’Assietta che nacque il mito dei “Bogianen”: un appellativo che è espressione della ferrea e leggendaria volontà dei Piemontesi di resistere e di non ripiegare al primo cedimento, anche a costo di disubbidire ad un ordine contrario, nella certezza della vittoria finale.

Il volume, composto da 434 pagine,  è stato pubblicato da Edizioni del Capricorno il 23 Settembre 2021.

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Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. Appassionato di storia e cultura del Piemonte, ha pubblicato, in collaborazione con altri studiosi e giornalisti del territorio, le monografie "Torèt, le fontanelle verdi di Torino", "Portoni torinesi", "Chiese, Campanili & Campane di Torino" e "Giardini di Torino". Come giornalista, collabora con la rivista "Torino Storia". Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo per Monginevro Cultura le edizioni annuali dell'“Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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