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Spunti per banchetti natalizi legati alla tradizione piemontese

Siamo sinceri: tutti noi vedevamo l’ora che arrivasse il Natale e, una delle motivazioni, è proprio l’occasione dei sontuosi e gargantueschi banchetti che, spesso, accompagnano le feste! Per questo pranzo di Natale, che in Piemonte si tiene rigorosamente il 25 dicembre e non la sera della Vigilia, usanza appartenente maggiormente al sud della nostra penisola, protagonista della nostra tavola è la grande tradizione e la tipicità della nostra regione, con i suoi piatti sostanziosi, i suoi grandi vini, e le antiche ricette che ne hanno determinato il grande rilievo enogastronomico nel panorama culinario italiano

Ecco qui alcune ricette per portare la cucina piemontese sulle tavole del vostro Natale

Tra gli antipasti il nostro primo consiglio ha come protagonista uno dei più conosciuti e citati piatti della tradizione nostrana: il vitel tonnè. Nonostante il nome francese, parliamo di una ricetta assolutamente d’origine piemontese, codificata dallo scrittore e gastronomo Pellegrino Artusi alla fine dell’Ottocento. Insomma, un antipasto tutto sommato semplice, a base di carne di vitello cotta con erbe aromatiche e vino bianco accompagnata da una salsina a base di tonno e uova, perfetta per incominciare in bellezza uno dei pranzi più attesi dell’anno, accompagnando magari il tutto con un vino non troppo corposo come una Barbera vivace. Servite cucinate con prezzemolo aglio e peperoncino, ma anche nella bagna caoda, le ancioe ant êl bagnet verd sono un altro perfetto antipasto per il nostro pranzo di Natale, tanto semplice da preparare, quanto piacevole da gustare: insomma, un must da inserire sulla nostra tavola.

Un primo, ovviamente, non può mancare e, come piatto per fiondarci al meglio in questo pranzo di Natale tutto piemontese, abbiamo scelto gli agnolotti al sugo d’arrosto, vanto della tradizione gastronomica delle Langhe. Sia nella forma classica che “pizzicata“, o, come si dice in dialetto, “al plin”, si tratta di un tipo di pasta ripiena di verdure e carne, generalmente condita ed insaporita con il succo di cottura delle carni utilizzate per il ripieno. In alternativa, sebbene i più apprezzino maggiormente la prima versione, è possibile ricoprire i nostri agnolotti con burro e parmigiano, così da accentuare maggiormente il sapore del ripieno. Accompagniamo il tutto con un calice di Bonarda dell’Oltrepò, così da esaltare ancor di più i sapori della carne.

Il secondo piatto che abbiamo scelto per questo Natale è un autentico sfoggio di ricchezza e buon gusto. A Natale, come si suol dire, “tutto è concesso”, compreso sedersi a tavola e alzarsi solamente dopo svariate ore, sazi di risate, compagnia e affetti ritrovati dopo un luculliano pranzo nello stomaco. Il bollito misto alla piemontese è decisamente il simbolo di questa armonia di sapori e compagnia: preparato secondo la tradizione con sette diversi tagli di carne, scaramella, punta di petto, fiocco di punta, cappello da prete, noce, tenerone e culatta, il bollito misto alla piemontese è semplicemente perfetto per chi vuol fare il pieno di sapori e profumi diversi, magari accompagnando il tutto con un una bottiglia di barbera d’Alba. Importante la raccomandazione del Consorzio Piemontese, estratto da “a tavola con il gran bollito piemontese“: «Il commensale si presenti ben vuoto, riposato e ben disposto, non faccia calcoli di tempo e men che meno di calorie». Per chi preferisca qualcosa di meno abbondante, magari per un pranzo natalizio tra pochi intimi, la soluzione migliore potrebbe essere invece l’altrettanto tipico “brasato al vino“, un taglio di carne pregiato da lasciar marinare nel vino e successivamente cuocere lentamente con spezie miste ed erbe aromatiche

Il dolce di questo Natale non può essere che la Coppa di Seirass. Dolce tipicamente piemontese, più propriamente delle Langhe e del Monferrato, la “coppa sabauda” è perfetta per le feste natalizie, grazie ad  un ingrediente tipico di questo periodo invernale, la Seirass, un tipo di ricotta canestrata e non salata anticamente prodotta all’interno del palazzo reale, da cui il nome. La particolarità di questo dolce, generalmente cucinato con Seirass, uova, zucchero, panna montata e marsala, sta proprio nella varietà di ricette e nelle numerose e peculiari varianti in cui si può trovare. Stupite i vostri ospiti preparando voi la vostra personale versione e concludete il pasto brindando con un calice di Moscato d’Asti!

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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