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Regione e Centro Pannunzio ricordano la figura poliedrica di Alfredo Frassati a 150 anni dalla nascita

TORINO. Analizzare la figura poliedrica di Alfredo Frassati editore, giornalista e politico. È quanto si propone il convegno “Alfredo Frassati. Un grande piemontese a 150 anni dalla nascita”, promosso dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Centro Pannunzio, che si svolge giovedì 18 ottobre alle 17 nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris. Con i presidenti del Consiglio e della Giunta regionale Nino Boeti e Sergio Chiamparino, intervengono il giornalista Jas Gawronski, lo storico Pier Franco Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio e il giornalista Marcello Sorgi.

Fondatore e direttore de La Stampa, Frassati fu anche senatore del Regno d’Italia, componente della Consulta nazionale del 1945 e senatore di diritto della Repubblica Italiana nella prima legislatura. Nato a Pollone (Bi) il 28 settembre 1868, fu stretto collaboratore del presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, che sostenne sulle colonne del proprio giornale, e di fermissime convinzioni liberal-democratiche, fu fiero e coerente oppositore del fascismo.

Libero docente di Diritto e procedura penale all’Università di Torino, con l’avvento del fascismo pagò il suo sostegno a Giolitti: il 22 giugno 1924 la sua abitazione di Torino fu invasa dagli squadristi. Fu costretto a lasciare la direzione della Stampa, il 9 novembre 1925, e a svendere il quotidiano a Giovanni Agnelli, il fondatore della Fiat (nell’ottobre 1926). Nel 1930 fu chiamato alla presidenza della società Italgas, che era entrata in crisi dopo il 1929, e dal 1934 avviò una severa ristrutturazione della società, cedendo le attività parallele alla produzione e alla distribuzione del gas. Suo figlio Pier Giorgio (nella foto in alto in padre), considerato nel novero dei santi sociali torinesi e morto prematuramente, è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II.

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