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Polonghera, alla ricerca degli agnolotti e dei canestrelli misteriosi

POLONGHERA. A Polonghera ieri era il secondo dei tre giorni della sagra dell’agnolotto e del canestrello, manifestazione giunta ormai alla tredicesima edizione. Quale occasione migliore per far visita a questo silenzioso e tranquillo centro del Cuneese che sbandiera su diversi manifesti e striscioni di essere “il paese dell’agnolotto e del canestrello”? Bene, evviva. Peccato per noi che siamo arrivati un po’ in anticipo rispetto all’ora d’inizio della sagra, perché la distribuzione delle leccornie iniziava a partire dalle 18 in un capannone allestito dalla pro loco proprio dietro la chiesa di San Rocco se non ricordo male.

Poco male ci siamo detti, da qualche parte ci sarà un pastificio in paese che produrrà gli agnolotti e potrà vendercene un paio di confezioni. Idem per i canestrelli, gustosi e buonissimi  biscotti, di produzione locale. Per averne conferma l’abbiamo chiesto a un’anziana che stava entrando nel capannone adibito alla festa: «Scusi signora dove posso trovare queste specialità in paese?»

«È inutile che cerchi,  le troverà solo qui, solo dal parroco».

«Possibile? Prepara tutto lui? Fuori orario?».

«Glielo ripeto. È inutile che cerchi».

Mai verità fu più grande.  Per eccesso di scrupolo siamo andati nell’unica panetteria, aperta alle 17, ma di canestrelli manco l’ombra. Idem per gli agnolotti.  Perché subito dopo siamo andati dal macellaio nella via centrale del paese che ci ha confermato che non preparava né confezionava alcun tipo di agnolotto. È per avvalorare la sua affermazione ci ha mostrato  in un congelatore una ventina di confezioni di un paio di marche rinomate, assicurandoci che non era certo lui il fornitore della pro loco.   È allora? Dove cercare i produttori di queste due specialità pressoché introvabili? Magari in qualche paese vicino? Con buona pace del paese dell’agnolotto e del canestrello?
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Ivano Barbiero

Giornalista professionista, ha lavorato per 35 anni per l’Editrice La Stampa (Stampa Sera, La Stampa, TorinoSette), scrivendo di spettacolo, cronaca, teatro, arte. Per vent’anni cronista di nera, dal 1990 al 1992 è stato presidente del Gruppo Cronisti del Piemonte e della Valle d’Aosta. Di recente è uscito nelle librerie il suo romanzo noir “Torino. Il guardino dei Cavalieri”.

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