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Ospedale Maria Vittoria, rinnovati ambulatori, sale operatorie e sale parto

TORINO. L’ospedale Maria Vittoria di Torino ha rinnovato sale parto, sale operatorie e ambulatori di Ginecologia e Ostetricia, un reparto da 1300 parti l’anno, un terzo dei quali riguardanti gravidanze a rischio. L’investimento ammonta a 800 mila euro tra ristrutturazione e dotazione tecnologica. Al taglio del nostro hanno partecipato anche l’assessore alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta, il direttore generale dell’Asl Città di Torino Fabio Alberti, il direttore del reparto Fabio Contino.

Il progetto ha riguardato 700 metri quadrati di blocco operatorio e 250 di ambulatori, con il trasferimento della Fivet al Valdese, dove le fecondazioni assistite passeranno da 300 a 600 l’anno. A partire da settembre sono previste novità come l’introduzione del parto con l’epidurale. Il tutto ha richiesto cinque mesi di lavoro, durante i quali non sono stati tagliati i servizi, grazie all’appoggio agli spazi di altri reparti.

«Abbiamo compiuto un passo fondamentale nella riorganizzazione del settore a Torino, che ci consente di offrire al Maria Vittoria un punto nascite hub di secondo livello, per la gestione del parto pretermine e delle gravidanze ad alto rischio, dotato di Terapia intensiva neonatale. A questo si affiancherà a breve al Martini la costituzione di un polo di chirurgia ginecologica complessa, oncologica e non oncologica», ha sottolineato Alberti.

Al Maria Vittoria ogni anno vengono assistite circa 1.300 future mamme. Un terzo delle gravidanze rientra nei casi a rischio, con una percentuale di tagli cesarei del 23,4 per cento, una delle più basse del Piemonte, ampiamente al di sotto della media nazionale.

Il punto nascita del Maria Vittoria, da molti anni importante riferimento per la gravidanza e per le patologie della sfera femminile, è stato fondato nel 1879 come primo ospedale italiano e cittadino per la madre e per il bambino, dedicato da Amedeo di Savoia, duca di Aosta, alla consorte Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, regina di Spagna e grande benefattrice.

 

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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