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Luca Carboni a Venaria presenta il suo “lungo viaggio” chiamato Sputnik

VENARIA. Luca Carboni sarà in concerto al Teatro della Concordia di Venaria Reale sabato 20 ottobre alle ore 21 nell’ambito del nuovo tour “Sputnik” che riprende nel titolo il suo ultimo album, uscito nei mesi scorsi e anticipato dal singolo “Una grande festa”.

“Sputnik” è un album dai mille significati, come lo stesso Carboni sottolinea. A partire dalla copertina che lui stesso ha firmato come non faceva dal ’98. “Sputnik” come l’inizio di una nuova era, come il senso di un viaggio, come mille contraddizioni in una. Carboni sceglie i club per trasmettere dal vivo l’immaginario della raccolta: «Ho sempre dichiarato che questo mio ultimo album è un po’ l’evoluzione di un lavoro cominciato con quello precedente “Pop-up”, e anche questo tour sarà un po’ figlio dell’esperienza di quel lavoro, solo un po’ più “estremo”. C’è naturalmente un grande lavoro musicale, che si unisce al racconto di quello che sto sentendo musicalmente. Lascio però sempre la porta aperta alle cose del passato, perché mi piace l’idea di fare un viaggio nel tempo, in cui è possibile ascoltare anche sonorità diverse, che appartengono ad altre epoche. Alla fine, ormai parliamo di epoche, perché è un periodo che va dagli anni ’80 fino ad oggi».

Ci dobbiamo aspettare qualcosa di nuovo anche a livello visivo?

«Come era successo con il tour precedente ci sarà molto lavoro visivo, nonostante il fatto che si tratti di un tour nei club quindi parliamo di spazi abbastanza piccoli, tranne due o tre club che hanno palchi quasi da palazzo dello sport. Lo sappiamo, insomma, che sono palchi in cui non ci sta molta roba, però stiamo facendo un grande lavoro per riuscire a portare una produzione molto grossa. Cercheremo di starci tutti dentro.  Sto dando molta importanza al lavoro visivo, partendo dal fatto che la copertina di Sputnik alla fine è disegnata da me e che nel cofanetto c’è un vero e proprio racconto che parte dallo Sputnik, quindi dagli anni ’50, per arrivare ad oggi. È un racconto che attraversa anche momenti della mia storia personale, perché io sono nato negli anni ’60. Ci saranno molte icone che sbucheranno fuori e compariranno in questa narrazione, partendo proprio dalle immagini ispirate dalla copertina, per creare qualcosa che in parte sottolinea i testi e in parte elementi più musicali».

Ci può anticipare qualcosa sulla scaletta che seguirà?

«A differenza dell’ultimo tour, ci sarà una parte più acustica e più intima, che mi permetterà anche di cambiare i pezzi della scaletta di data in data, quindi potrebbero esserci delle variazioni. Questo album mi ha fatto venire in mente delle canzoni del passato. In tutti i tour della mia vita, c’è sempre stata l’idea di presentare il lavoro nuovo, ma nello stesso tempo vedere anche cosa il lavoro nuovo si chiamava vicino, canzoni che avevano vicino altre canzoni del passato. L’ultimo album mi ha ispirato e sono andato a pescare brani un po’ ignoti. Ci saranno sicuramente i singoli del passato, ma anche canzoni che si collegano bene a Sputnik e che saranno un po’ una sorpresa. Le considero canzoni b-side, passate un po’ inosservate».

 Perché questa scelta intima di puntare su club e teatri?

«Non è stata una scelta casuale. In questi 30 anni di musica, ho suonato in tutti i tipi di spazi e devo dire che quelli in cui ho suonato meno sono proprio i club. Negli ultimi due tour ho cercato questo spazio proprio per vivere un’emozione diversa. Andavo spesso nei club a vedere i concerti di altri e il bello è che riesci a vivere una dimensione intima come il teatro, senza tuttavia avere per forza le persone sedute. Il pubblico riesce così a vivere anche la festa fisica di un concerto. Gli ultimi dischi sono di fatto abbastanza ritmici e anche le canzoni più evocative hanno sempre una base coinvolgente. Certo, magari qualcuno ha voglia del posto seduto… però pazienza! Adesso mi piace questa dimensione, perché unisce l’idea del palazzo dello sport a quella del teatro. Puoi stare sotto al palco come in un palazzetto, vivendo però l’atmosfera intima di un un teatro, dove quello che succede si vede subito e non ci sono filtri o schermi».

Biglietti disponibili su www.ticketone.it al costo di  34,50 euro.

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Roberta Bruno

Torinese, classe 1961, è maestra professionista di tennis. Da sempre appassionata di musica, ha seguito numerosi concerti di artisti di livello internazionale sia all'Italia, sia all'estero.

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