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La villa confiscata al narcotrafficante Assisi ospita oggi l’assemblea di Libera Piemonte

SAN GIUSTO. A seguito del gesto intimidatorio dei giorni scorsi, sfociato nell’incendio che ha colpito, a San Giusto Canavese, la villa confiscata a Nicola Assisi, uno dei più importanti narcotrafficanti mondiali condannato a 30 anni e oggi ancora latitante, Libera Piemonte, ricordando nella villa l’assassinio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo lo scorso 30 aprile, ha convocato l’assemblea regionale per oggi, sabato 16, nel cortile della villa confiscata in via Molino 41 angolo Vicinale del Moiso.
Saranno presenti Luigi Ciotti, Gian Carlo Caselli, il prefetto Renato Saccone, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.
«L’atto, chiaramente intimidatorio, dimostra la volontà di Assisi di provare a fermare il percorso per restituire quel bene alla cittadinanza. Non indietreggiamo di un passo e per questo saremo a San Giusto Canavese per l’assemblea Regionale della nostra rete, alla presenza dei tanti volontari che quotidianamente lavorano per far rinascere i beni confiscati e per portare avanti percorsi di formazione e di sensibilizzazione. Saremo in quella villa per continuare il percorso che porterà all’assegnazione del bene e per dimostrare che lo Stato può vincere sulle mafie, se la lotta si porta avanti uniti. E ribadire che nessuno può pensare di incendiare o intimidire il nostro impegno, le nostre speranze, la nostra voglia di libertà», dice Maria José Fava, referente di Libera Piemonte.
L’osservatorio regionale di Libera Piemonte, nato nel 2003, lavora con l’obiettivo di tenere gli occhi aperti sui fenomeni criminali del territorio, al fine di far crescere la consapevolezza tra i cittadini e di maturare proposte per i decisori politici.
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è nata il 25 marzo del 1995, con l’intento fare la propria parte per sollecitare l’impegno della società civile contro tutte le mafie. Al momento, oltre 1600 gruppi tra nazionali e locali, oltre a singoli sostenitori vi hanno aderito. La scelta di coordinare numerose realtà nella lotta alle mafie, si è rivelata dunque vincente anche per valorizzare sforzi e iniziative già esistenti. Lo scopo di Libera è quello di favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie, certa che il ruolo della società civile sia quello di affiancare la necessaria opera di repressione propria dello Stato e delle forze dell’ordine, con una offensiva di prevenzione culturale.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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