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INCHIESTA. Torinesi stressati? Tutta colpa del lavoro e delle crescenti difficoltà economiche

TORINO. La ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare indica che un 98% di torinesi è molto stressato, sotto pressione, e preoccupato, tanto che tutto ciò si ripercuote in maniera non certo positiva su salute, relazioni, lavoro e vita in generale.

Secondo due torinesi su tre l’attività lavorativa causa stress, molto spesso perché lo stipendio non è adeguato alla mansione ricoperta e a ciò che ci si aspetta. Quindi l’insoddisfazione economica (56%) si accosta a ritmi di lavoro frenetici (49%), alla mancata realizzazione professionale (47%), e il risultato sfocia in un senso di inadeguatezza e di insuccesso personale.

Le principali fonti di stress per chi vive in città hanno numeri elevati, quali un 69% per le difficoltà economiche, e un 68% per il lavoro. Al terzo posto ci sono la salute (61%), le relazioni amorose (29%), e la gestione dei figli (22%), ma non mancano la carenza di tempo per sé (47%), il clima competitivo all’interno dell’azienda (44%), e il pendolarismo (29%). Tra i disturbi correlati allo stress che più condizionano la vita si annoverano gli sbalzi d’umore (63%), l’enorme stanchezza con annessa insonnia (59%), la tachicardia, o l’emicrania (31%), e la tensione muscolare (17%).

«La tutela della salute passa anche dalla gestione di tutti quei fattori, come lo stress, che sono sempre più parte integrante della quotidianità e, in dosi eccessive, possono condizionare in molti modi il benessere psicofisico delle persone», dichiara Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo di Reale Mutua. E in effetti il 41% delle persone vorrebbe che venisse messa a disposizione dei dipendenti una sala relax all’interno delle aziende, mentre un ulteriore 32% desidererebbe usufruire di un abbonamento a un centro fitness. Rimane comunque in vetta il sogno di una flessibilità oraria e lo smartworking (56%), che permettono una migliore conciliazione dei tempi e degli impegni lavorativi con quelli della vita privata.

È il 44% degli abitanti di Torino a pensare poi che il rimedio principale a tutto questo stress consista in un’attività fisica regolare, come nuoto, yoga, pilates, meditazione per il 51%, e corsa per il 46%. Infine, altro toccasana deriverebbe dall’alimentazione, come bere infusi e tisane rilassanti (61%), dal fare sedute di fisioterapia e massaggi (47%), e dal frequentare centri termali (37%); solo un 7% ricorrerebbe ai farmaci.

 

 

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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