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Il museo Lavazza apre al pubblico nella Nuvola, nuova sede dell’azienda

TORINO. Il museo Lavazza, situato in via Bologna 32, nato da un’idea di Francesca, Antonella e Manuela Lavazza, e progettato dallo studio internazionale di Ralph Appelbaum, apre al pubblico nella Nuvola, nuova sede dell’azienda, disegnata dall’architetto Cino Zucchi, inaugurata lo scorso aprile, e sede di uffici, un ristorante, il museo e un bistrot in più di 30 mila metri quadrati. Un viaggio in oltre 120 anni di storia, guidati da una tazzina interattiva, dotata di uno speciale sensore, che consente anche di fare foto ricordo. Dalla cambiale di 50 lire del 1895 firmata da Luigi Lavazza per aprire la piccola drogheria nel centro di Torino al caffè bevuto in orbita grazie alla prima macchina espresso a capsule progettata per lo spazio.

«È un museo che si rivolge a un pubblico di tutte le età, eterogeneo, con moltissimi livelli di lettura: tanta tecnologia per i più giovani, le icone della pubblicità per i nostalgici, e ci sono una parte didattica e una di costume», spiega Giuseppe Lavazza, vicepresidente dell’azienda. Attraverso cinque gallerie si può percorrere un tragitto sensoriale-emotivo nel mondo del caffè e dei suoi rituali. Iniziando da “Casa Lavazza”, spazio intimo con album di famiglia e immagini d’archivio, si entra poi nella “Fabbrica”, in cui il visitatore segue la produzione e le varie fasi di lavorazione, per ritrovarsi nella “Piazza”, un luogo aperto e conviviale per celebrare il rito del caffè con lo storico “Autobar” utilizzato per vendere il caffè nelle strade italiane. La quarta galleria, “Atelier”, è rappresentata da uno studio fotografico con installazioni e fotografie dei 60 anni di collaborazioni creative di Lavazza, a partire dai mitici Caballero e Carmencita di Carosello fino al Paradiso della pubblicità. Qui i bambini potranno seguire laboratori didattici, e, in quattro postazioni, si potranno scattare foto-ricordo.

Infine, lo spazio onirico “Universo”, dove il visitatore s’immergerà in un’esperienza multimediale a 360 gradi. Il percorso museale, attiguo all’Archivio Storico Lavazza, si conclude con la degustazione del coffee cavier, una ricetta speciale di coffee design.
«È un’esperienza, un luogo che servirà per la didattica e per le famiglie, ma ci consentirà anche di raccontarci ai nostri partner e ai nostri clienti», afferma Alessandra Bianco (RPT Bianco), amministratore unico di Lavazza Eventi.
All’interno, anche uno store con gadget che raccontano le icone dell’azienda, oltre a un ricco impianto multimediale con testi curati dalla Scuola Holden sotto la supervisione di Alessandro Baricco.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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