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Il Covid-19 e i record irripetibili dell’era Cairo

TORINO. L’era Cairo continua a regalarci soddisfazioni e record che difficilmente potranno essere battuti dalla società peggiore della storia granata. A Napoli è andata in scena la sesta sconfitta consecutiva (settima se si considera la gara di coppa Italia con il Milan) frutto dell’ennesima prestazione scandalosa di un gruppo sempre meno motivato e con la testa (oramai non se ne salva più nessuno) alle prossime ricche vacanze Maldiviane. Longo non ha colpe, se non quella di avere accettato (già da me scritto il giorno del suo ingaggio) di diventare il parafulmine di una gestione societaria sempre più deficitaria e sempre più volta ad annientare i nostri colori.

Il buon Moreno (un vero signore sotto tutti gli aspetti) si è però fatto ingolosire dai 200.000 euro in 5 mesi (e chi non lo sarebbe stato di noi comuni mortali) dimenticando però che questa ad oggi disastrosa esperienza potrebbe essere il harakiri della sua giovane carriera. Il caso Nkoulou era stato il primo campanello d’allarme di una stagione alla deriva ma il nostro Presidente era stato cosi abile da rigirare la frittata facendo passare il giocatore per un mercenario ed ingrato, stesso trattamento riservato a Petrachi che non sarà un fenomeno di certo ma almeno sapeva fare il direttore sportivo al contrario del buon Bava (Bava chi?) . Peccato che il buon Nicolas non si sbagliava di una virgola: promesse non mantenute, guarda caso le stesse che Cairo fa da 15 anni a tutti noi.

Il campionato spezzatino, gestito dalla Lega Calcio in maniera vergognosa e come sempre volto a favorire casualmente quelli di Venaria, aiuta il nostro Presidente a non fotografare esattamente l’amara realtà della classifica. Ad oggi siamo al 15° posto della classifica a più quattro dal Genoa con l’incubo della zona retrocessione. A chi dice che “Non era a Napoli che si dovevano fare punti” rispondo che hanno ragione, peccato che se i punti non li fai neanche con il Lecce o con la Sampdoria, per citarne due a caso, dove li vorremmo fare i punti che mancano alla salvezza? Nella partitella in famiglia del giovedi al Filadelfia? Su una cosa, ad oggi, sono fiducioso che non penso retrocederemo perché ci sono squadre che stanno messe peggio di noi in classifica anche se ad onor del vero nessuno gioca peggio di noi. In questi giorni si parla tanto di coronavirus. Noi granata il nostro Covid-19 lo abbiamo in casa da 15 anni, per quello che questa influenza non ci fa paura. Ci fa più paura la malagestione della nostra storia e dei nostri colori, il silenzio e l’indifferenza in cui ci ha lentamente ridotto l’era cairota.

Al Coronavirus prima o poi troveranno un vaccino e diventerà un comune raffreddore qui da noi l’unico vaccino che ci potrà salvare dalla morte cerebrale resta la vendita della società con tutti i rischi annessi e connessi. Alla faccia dei Cairo boys (a proposito qualcuno li ha visti?) quelli del “compralo tu il Toro” le trattative esistono eccome (pur se smentite con grande zelo) e a quella del “re degli occhiali” interessato allo sviluppo del mercato asiatico dove il calcio nostrano ha grandissima visibilità se ne è aggiunta una seconda, quella di una cordata franco italiana di cui si sa ancora però molto poco. Il reale problema resta il cartellino di Belotti che Cairo vorrebbe tenere per se vendendo la società quindi senza quest’ultimo e soprattutto la valutazione societaria ad oggi fuori mercato. Sta infatti cercando di vendere una Panda con 500.000 km facendola passare per una Ferrari ancora da immatricolare ma chi vorrebbe comprare non è di certo fesso come tanti, troppi ancora, tifosi granata che alla prima vittoria dei ragazzi di Longo festeggeranno e parleranno di Europa League a soli 9 punti.

Fabrizio Gerolla

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