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I torinesi consumano il 30% di pesce in più rispetto a quindici anni fa

TORINO. I torinesi acquistano e mangiano più pesce rispetto ad alcuni anni fa: «E non solo più il venerdì come una volta, ma lungo l’intera settimana», afferma una nota della Coldiretti. Pare proprio che negli ultimi 15 anni lo smercio di pesce, molluschi e crostacei sia cresciuto di quasi il 30%.

Dal 30 luglio, però, è scattato il blocco delle attività della flotta italiana lungo l’Adriatico, e durerà 42 giorni, motivo per cui Coldiretti raccomanda di verificare sul bancone la qualità del pesce nostrano attraverso l’etichetta che, per legge, deve prevedere l’area di pesca (Gsa).

«A Torino il mercato ittico ha i pesci più freschi d’Italia – sottolinea Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino -, e, nel 2017, secondo un’indagine della Camera di Commercio, le famiglie torinesi per il pesce hanno speso il 5,4% della spesa alimentare. Un incremento rimasto costante negli ultimi cinque anni, che ci sta riportando ai valori pre-crisi».

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, è del parere che: «Oggi i consumatori s’informano molto più di una volta. Inoltre, chi lo desidera può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica».

Oltre al trionfo del sushi, a Torino dopo, e a Peschici e Vieste, in Puglia, prima, sono addirittura sorti dei punti di ristorazione mare veloce dedicati al pesce. Si tratta dei “Panini di mare”, il primo franchising di italian food basato su una ristorazione sana e di qualità. La vision è stata quella di portare questo straordinario patrimonio gastronomico e culturale oltre i confini regionali pugliesi, garantendo la tracciabilità di ingredienti e prodotti.

Attualmente si è arrivati a un consumo procapite di 25 chili di pesce, tra tonno rosso e pangasio in particolare, rispetto a dieci anni fa, quando la scelta si limitava all’orata e al branzino.

 

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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